Temperature equivalenti potenziali in quota – 01 marzo 2011

Dato che c’eravamo lasciati con la presenza di un ponte anticiclonico sul nord – Europa, non ci aspettiamo nessuna grossa novità a scala sinottica europea; di conseguenza restiamo in Italia e analizziamo meglio le condizioni nella libera atmosfera.

Dunque,  qual è la situazione meteorologica attuale?

Abbiamo spiegato ieri il significato fisico della theta – pe. Oggi vedremo come utilizzare le nostre conoscenze analizzando contemporaneamente la situazione a due quote differenti, ovvero le classiche 850 hPa e 500 hPa.

Delta Theta-E

Delta Theta-E

Grazie alle mappe gentilmente concesse da CentroMeteo.com possiamo analizzare la differenza di theta-pe tra le due quote su citate. Teoricamente dobbiamo aspettarci che in una colonna d’aria siamo in presenza di stabilità atmosferica solo nel caso in cui la temperatura potenziale cresce con la quota, viceversa saremo in condizioni di instabilità. Inoltre l’aggiunta dell’informazione della quantità di vapore acqueo è fondamentale, perché una forte presenza di vapore con forte instabilità allora ci dirà immediatamente dove trovare le nubi e se queste saranno in qualche modo “minacciose”.

Senza entrare nei dettagli matematici (ma se volete potete chiedermelo nei commenti) seguiamo la scala graduata a destra nella prima mappa (°C) e stabiliamo che per valori negativi del “delta” vi sarà instabilità, viceversa per valori positivi vi sarà stabilità. Aggiungiamo che più sarà basso il delta più sarà marcata la presenza delle nubi; in estate quest’ultima informazione può aiutarci nell’individuazione di celle temporalesche (ma non solo in estate…).
In questa mappa abbiamo anche la distribuzione dei venti a 300 hPa, ovvero quasi al limite della troposfera. Perché mai associare questa informazione fra tutte quelle disponibili? A queste quote è facile trovare, in determinate condizioni, le correnti a getto e di conseguenza possiamo fare precise considerazioni (come visto nella nota in asterisco nello scorso articolo). Come si interpretano questi vettori e dove troviamo la corrente a getto? Ogni triangolino sul vettore corrisponde a 50 kt (ovvero circa 100 km/h) e ogni barretta lunga a 10 kt (20 km/h), mentre una barretta corta 5 kt (10 km/h); intorno a valori di 60 kt allora possiamo dire che, se vi sono molti vettori con questo valore (o maggiore), siamo in presenza del getto.
C’eravamo lasciati con condizioni di bassa pressione sull’Italia con scarse prospettive di imminente cambiamento ed ecco qui che possiamo individuare benissimo una circolazione in senso antiorario (quindi ciclonica) con minimo a sud della Sardegna. Per quanto detto possiamo trovare anche un “pezzo” della corrente a getto tra Tunisia, Sicilia e Calabria, quindi vi sarà una forte divergenza e dal satellite probabilmente troveremo “cielo sereno”. Non solo: per lo schema che abbiamo imparato allora dovremmo avere correnti discendenti sotto queste zone. Vediamo ora che anche la delta theta-pe ci restituisce queste e altre informazioni.

 Analisi della situazione in Italia alle 13Z. Il delta è negativo (colori gialli) su Lazio, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e in misura minore su Valle d’Aosta e Trentino settentrionale; il delta è positivo (in blu)in particolar modo sulla Pianura Padana e restanti regioni centrali. Alcune zone hanno un delta che va da 0 a 2-4°C: bene, questi valori sono per così dire “intermedi” e sebbene non siano di completa stabilità/instabilità vanno analizzati a parte e non precludono nè l’assenza nè la presenza di corpi nuvolosi.

Fermiamoci sulla Sicilia. La regione è divisa in due parti, rispettivamente con delta negativo a nord e positivo a sud: possiamo aspettarci quindi che a nord vi siano formazioni nuvolose, forse anche strettamente locali e distaccate da quella che potrebbe essere la formazione nuvolosa sul restante sud Italia (la “lingua” gialla è molto più larga, profonda e omogenea); possiamo pensare a cumulonembi o nembostrati; a sud, invece, il delta diventa gradualmente positivo e, insieme al getto, pensiamo che vi possa essere cielo sereno.

Saliamo sul resto d’Italia. Ricordate quando abbiamo descritto nello scorso articolo la forma dell’enorme virgola di nubi che accompagnava i fronti attorno alla bassa pressione islandese? Il pattern della virgola è fondamentale e lo troviamo costantemente in ogni depressione. Riuscite a intravederla anche in questa mappa? Se unite la lingua gialla del sud con la zona celeste chiaro che parte dal centro Italia e finisce sulla Sardegna passando per la Corsica allora riuscirete a vederla. Che tipo di nubi troveremo? Analizziamo la provenienza dei venti: meridionali su quasi tutta l’Italia. Dunque nubi stratificate. Dove saranno più cariche di vapore? A sud (Calabria-Basilicata-Puglia), dove dal satellite dovremmo aspettarci nubi molto bianche sul canale dell’infrarosso e del vapore acqueo (se saranno molto bianche anche nel visibile allora avremo la conferma che sono nubi a carattere cumuliforme che si sviluppono in verticale, molto probabilmente nembostrati quindi forti precipitazioni). Al centro e restanti regioni del sud le theta-pe scendono leggermente quindi potremmo aspettarci ancora nubi stratificate ma più basse e/o meno spesso rispetto alle precedenti (quindi strato cumuli e strati, con precipitazioni moderate ma quasi continue). Sul medio Tirreno notiamo qualche “chiazza” positiva, sintomo che anche lì le nubi sono abbastanza “organizzate” (cioè magari appartengono a un sistema abbastanza esteso per quella scala e non sono presenti in maniera sparsa, come possono esserlo sulla Sicilia settentrionale – in gergo “a macchia di leopardo”).

Per continuità, ci risulta difficile credere che al nord Italia non vi sia nulla anche se abbiamo detto siamo in condizioni più stabili rispetto al sud Italia. Di conseguenza ci aspettiamo nubi stratificate e qualche zona anche di cielo sereno.

Unendo una mappa delle temperature assolute a 850 hPa potremmo anche individurare il tipo di precipitazioni (per le zone interessanti) e magari dividerle, visto il periodo, tra pioggia e neve. Quindi grazie a questa mappa possiamo avere una certa visione delle possibili zone in cui possono svilupparsi fenomeni precipitativi ma non sappiamo dire con certezza se si tratta di neve o pioggia.

A titolo informativo, come per ieri, inseriamo anche gli accumuli più importanti (fonte wetteronline alle ore 23.00)

Monte S. Angelo (844 m) 31.0
Monte Scuro (1720 m) 22.0
Pratica di Mare (21 m) 16.0
Capri (161 m) 16.0
Rom/Fiumicino (3 m) 16.0
Olbia (13 m) 10.0
Frontone (574 m) 9.0
Ancona/Falconara (10 m) 9.0
Capo Bellavista (150 m) 8.0
Lamezia Terme (15 m) 7.0
Decimomannu (28 m) 6.0
Pescara (11 m) 5.0
Cagliari/Elmas (5 m) 5.0

Gli appassionati di geografia avranno già capito che la nostra analisi è stata molto precisa: gli accumuli maggiore si sono avuti proprio in Puglia e Calabria, seguita da Lazio, Campania e Sardegna. Mi è stato segnalato dall’Associazione Meteo Basilicata che a Matera sono stati raggiunti anche i 180 mm. Bisognerebbe aprire un capitolo anche per la quantità di accumuli: a parte le mappe che possono dare un’indicazione di quello che potrebbe cadere, bisogna sempre considerare gli effetti della morfologia locale e solo una buona dose di esperienza, nonchè di conoscenza del territorio, può dare quel tocco in più alla previsione per raggiungere un livello abbastanza preciso.
Previsione per i prossimi giorni. Benchè si possa restare ancora ad analizzare tanti altri interessanti dettagli, utilizzeremo le nostre ormai avanzate conoscenze per prevedere il tempo (per quanto possibile) attraverso questa utilissima mappa per i prossimi giorni. In fine all’articolo vedremo uno zoom sul sud Italia.

Delta Theta-E

Brevemente, possiamo dire che domani 2 marzo vi sarà ancora instabilità diffusa dalla Toscana in giù, con miglioramento sulla Sicilia, Salento, Lazio e Campania; ancora piogge e instabilità su Calabria, Basilicato, Puglia, Abruzzo, Sardegna e Stretto di Messina.; peggioramento su Marche, Umbria e Toscana. Tempo stabile su tutto il nord, con ancora nuvolosità sparsa ma con qualche schiarita. Il minimo di pressione si sposta verso nord.

Delta Theta-E

Giovedi 3 marzo la depressione sarà ancora attiva e il minimo si sposterà ancora verso nord (Corsica), l’instabilità sarà molto alta su Basilicata, Puglia centro-settentrionale, Campagnia, Molise, Abruzzo, Lazio, Umbria e Toscana; segni di miglioramento (a parte fenomeni localizzati) si avranno su Sardegna, Sicilia, Calabria e Salento; miglioramenti graduali anche sulle Marche e Toscana ma non eccessivbi; ci sarà un peggioramento (in particolare un arrivo “prepotente” di nubi) sul nord, soprattuto sul nord-est, dove le correnti meridionali porteranno aria molto umida. Notare la presenza del getto sullo Ionio.

Delta Theta-E

Venerdi 4 marzo: deciso miglioramento dello stato del cielo al sud (tranne sulla Sicilia occidentale  e sullo Stretto dove ci sarà un peggioramento) e sulla Sardegna (anche se non completo); ancora condizioni instabili al centro fino all’Emilia Romagna; condizioni stazionarie al nord con nubi stratificate e innocue.

Delta Theta-E

Sabato 5 marzo: deciso miglioramento su tutta l’Italia, siamo in situazione di “colmamento” (ci avviciniamo alla barotropicità) e avremo instabilità solo locale (quindi saranno migliori i modelli LAM con risoluzione ancora maggiore) in paritcolare al centro sul confine tra Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio.

Come promesso ecco la mappa del delta theta-pe a risoluzione maggiore per il sud Italia (4 km di risoluzione).

Delta Theta-E Sud Italia

Con una mappa del genere ci si può veramente divertire… Lascio a voi tutto il divertimento dell’analisi e a domani!


Articolo di Giancarlo Modugno

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