La forte anomalia termica di inizio aprile 2011

La prima decade di aprile del 2011 è stata caratterizzata dalla presenza di temperature molto alte, decisamente fuori dalla norma e dal carattere propriamente estivo. Questa situazione, tuttavia, ha colpito maggiormente il nord Italia e le regione dell’Europa centro – occidentale. Descriviamo qui di seguito la situazione sinottica.

Le anomalie registrate in Italia sono state tutte positive; dando uno sguardo all’Europa si nota che non vi sono zone di anomalie negative e il nucleo più caldo si è registrato su nord Italia, Svizzera, Austria, Slovenia, parte di Francia e Spagna. In questo nucleo le anomalie termiche sono andate dai +7°C ai +9°C. Anche al centro Italia l’anomalia è stata forte ma tra +5 e +7°C mentre al sud e sulle isole da + 1 a +5°C.

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Le temperature più alte registrate si sono aggirate tra i 30 e i 35°C tra Piemonte e Lombardia e sulla costa romagnola, mentre sul restante nord Italia e sul versante adriatico nonchè sulle isole maggiori le massime erano tra i 25 e i 30°C; sul resto della penisola massime tra 20 e 25°C. Notiamo nel resto d’Europa che gli over 30°C si sono registrati soltanto sulla Spagna, ristrette zone della Francia e dell’Ungheria.

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Uno sguardo alle minime: a parte sull’arco alpino, zone subalpine e parte dell’appennino centrale in cui le temperature minime registrate vanno dai 0 ai 5°C, su quasi tutta Italia si sono registrati valori tra 5 e 10°C in maniera pressocché omogenea.

Cosa ha causato questa forte anomalia termica? Notiamo innanzitutto che l’anomalia è correlata soprattutto con i valori di temperature massime (infatti al nord le temperature sono maggiori e anche l’anomalia), mentre le minime ci restituiscono una situazione caratteristica di una massa d’aria molto omogenea. Il tutto lascia pensare alla presenza di un forte anticiclone, con massimo barico proprio dove le temperature sono maggiori.

In effetti questa zona d’Europa è stata interessata da continue invasioni di un anticiclone dinamico molto robusto sia al suolo che in quota, una vera e propria “bolla” d’aria calda che ha reso difficile la vita alle infiltrazioni di aria fredda provenienti dalle latitudini maggiori. Vediamo qui di seguito alcune mappe al suolo e a 500 hPa.

 

 

Già a inizio mese si è presentato un forte promontorio dinamico a 500 hPa, quindi alta pressione e compressione adiabatica verso il basso con corrispondente riscaldamento dell’aria. Il tutto però ha portato temperature più calore al sud Italia; inoltre si nota un forte getto curvo con concavità verso l’alto sull’Atlantico: questo ha portato alla frontogenesi sull’Europa più occidentale con una diminuzione temporanea delle temperature sull’Italia settentrionale.

Si nota che il 3 aprile la saccatura è di forma molto allungata verso le latitudini più meridionali, anzi si sviluppa proprio in senso meridiano. Questa situazione ha portato a una “spinta” dell’alta pressione proveniente dall’oceano Atlantico, concretizzatasi con un’avvezione di aria molto calda intorno al 5 aprile, come si può vedere dalla prossima figura (si noti come le isoipse intersecano le isoterme sull’Oceano). In realtà l’avvezione calda era in atto a tutte le quote e per le leggi che regolano i fluidi atmosferici questo si traduce in un forte aumento delle altezze di geopotenziale nella zona di arrivo, cioè il centro Europa, il tutto coadiuvato dalla presenza del cut off.

Magia delle magie, ecco quindi che la presenza locale di aria calda e l’arrivo di altra aria calda ha portato il 7 aprile alla formazione della bolla calda responsabile delle registrazione dei record termici. L’8 aprile, per esempio, in quota abbiamo toccato i +15°C al nord Italia dove pochi giorni prima (mappa precedente) avevamo 5°C a 850 hPa.

Si nota che vi sono continui sbalzi termici, non un riscaldamento generale continuo e stabile. Difatti la decade successiva è stata caratterizzata dalla presenza di un forte raffreddamento su tutta Italia, con la diminuzione di circa 10°C. Inoltre il forte riscaldamento è stato causato dalla natura dinamica della troposfera, non da un sole troppo forte o da un incremento improvviso di CO2, quindi si badi bene a separare questi argomenti che, però, vanno sempre tenuti in considerazione per cercare di spiegare quindi il perché della presenza di forti oscillazioni.

Per completezza visualizziamo anche i dati relativi alla NAO, notando che si proveniva da un periodo negativo e che si è entrati in un periodo fortemente positivo.

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Articolo di Giancarlo Modugno


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