Linea di Convergenza estiva

In attesa di un reportage didattico di natura sinottica – climatologica (promesso che arriverà presto sul blog), vi mostro un effetto tipico della stagione estiva: la linea di convergenza.

Se abitate a ridosso di rilievi e zone collinari noterete molto spesso in estate  che, nonostante vi sia tempo soleggiato e caldo, vi sia della cumulogenesi pomeridiana, ovvero formazione di nubi a carattere cumuliforme.

A parte le situazioni in cui vi è molta instabilità ed energia disponibile per la convezione, queste formazioni sono il risultato dell’incontro tra due correnti d’aria provenienti da direzioni diverse, causate in queste situazioni estive dalle brezze di mare; dopo l’incontro, le correnti d’aria sono costrette a salire verso l’alto per la conservazione della massa, facendo condensare il vapore acqueo e formando i cumuli. Molto spesso queste correnti portano alla formazione di temporali locali.

Un tipico esempio è riportato nella mappa della ventilazione a 10 metri (in alto la situazione del 30 luglio 2011). Si notino:

  • i venti contrari sul salento;
  • i venti di brezza sul molise e per contro quelli sul basso Tirreno.

In genere dal satellite è possibile apprezzare molto bene questa situazione a mesoscala ed è possibile ritrovare vere e proprie “linee” di nubi a ridosso di colline e rilievi, come nella prossima immagine (canale del visibile – richiede una connessione veloce ).

lineaconvergenza.gif


convergenza.png

L’analisi della pressione al suolo è abbastanza semplice: notiamo che le isobare sono abbastanza distanziate tra loro (per esempio tra Taranto e San Giovanni Rotondo c’è 1 mb) quindi prevalgono i venti di brezza. In questa mappa è anche inserita la stima delle precipitazioni: non è un caso quindi che vi siano le cosiddette precipitazioni sparse a “macchia di leopardo”, appunto per la possibilità di attività cumuliforme che potrebbe terminare in temporali o brev piovaschi / rovesci.

La difficoltà più grande sta nello stimare la giusta posizione dei CB (cumulonembi); prevedere la posizione di un temporale in un posto (città) o a 5-10 km di lontananza è essenziale per un meteorologo, sebbene molto difficile da stimare, e occorrerebbero zoom modellistici particolari non sempre disponibili. Inoltre, se si volesse continuare con l’approccio “matematico” si dovrebbero analizzare andamenti di pressione, indici temporaleschi nell’area di interesse, la statistica degli eventi, ecc. Insomma un lavoraccio e spesso ci si può limitare a dare la previsione “temporali / rovesci sparsi”, il che è già tanto al di là di ogni tentativo di attribuirle un qualsiasi senso di vaghezza.
Se si è del luogo, tuttavia, si può ricorrere anche ad altro. Mi si permetta di aggiungere che “qui viene il bello”. Si sa che i temporali seguono delle “vie preferenziali”, cioè sono come attratti da percorsi particolari che seguono in maniera più o meno precisa a partire dalla nascita fino al loro dissipamento. Bizzarro? Non molto se si pensa al fatto che i cumulonembi hanno bisogno di una grande quantità di vapore acqueo per formarsi e mediamente la troveranno sempre dagli stessi posti (un bosco fitto o un lago nelle vicinanze), per poi essere guidati dalle correnti tipiche del luogo (qui gioca un ruolo importante la morfologia); inoltre queste vie preferenziali possono essere anche più di una (altrimenti sarebbe facile sempre sapere dove pioverà). Un ultimo essenziale ausilio per determinare la “climatologia locale dei temporali” è osservarne (quando possibile) la localizzazione delle fulminazioni: è possibile, ovvero, analizzare la quantità e la distribuzione di fulmini che cadono in una certa zona a causa degli eventi temporaleschi e quindi dare una stima delle probabilità che un temporale si formi in una determinata zona o meno.

Ricordo, infine, che bisogna sempre analizzare tutte queste mappe insieme ad altri parametri. Per i temporali consiglio sempre di studiare la mappa delle temperature equivalenti potenziali, in quanto in estate offrono una seria indicazione di dove sia concentrata una massa d’aria umida e instabile.

Rtavn0071.png


Articolo di Giancarlo Modugno


Ultime notizie Leggi tutte


Terremoto in tempo reale INGV : scosse di oggi 10 Dicembre 2017 (ultimi terremoti, orario)

Neve al nord : nevica su molte regioni, imbiancata Milano. Massima attenzione al gelicidio

Allerta meteo in Toscana: domani alto rischio nubifragi, scuole chiuse in molte città

MODELLO EUROPEO: ancora occasioni di MALTEMPO in vista per l’Italia, in sintesi le ultime novità
News della domenica: instabile almeno sino al 20 del mese, poi…

COMMENTS


Servizi Meteo per Siti - Staff - Cookie-policy - Contatti