Perturbazione dietro l’angolo: farà più freddo

Ci siamo lasciati con una previsione a lunghissimo termine che lasciava presagire l’arrivo di una perturbazione entro la prima decade di Ottobre, preceduta da tempo stabile e soleggiato.

Sebbene sulla data dell’arrivo della perturbazione avevamo non molti dubbi, il problema maggiore era capire che tipo di massa d’aria avrebbe interessato il nostro territorio. Abbiamo parlato di scarsa possibilità di masse d’aria fredda, a causa della positività prevista per l‘indice AO, tuttavia gli eventi hanno portato a uno stravolgimento delle analisi meteorologiche pur conservando il periodo per la transizione della perturbazione. Vi spieghiamo il perché.

 

Situazione al Suolo e a 500 hPa il 30 Settembre 2011

Situazione al Suolo e a 500 hPa il 30 Settembre 2011. Wetterzentrale.de

Qualche giorno fa abbiamo visto la risalita dell’alta pressione al Centro Europa ma quel che richiamava maggiormente l’attenzione in mezzo agli scambi in senso meridiano era qualcosa di piccolo e apparentemente innocuo: una lacuna barica in quota tra Tunisia e Sicilia.

Ebbene, il cut off che si sarebbe generato non avrebbe prodotto fenomeni di rilievo sulla nostra Penisola, anzi, sarebbe molto probabilmente emigrato verso Sud (e così ha fatto) ma quel che lo rendeva davvero interessante era il fatto di avere in sé anche un’oscillazione legata all’instabilità baroclina. Pare che sia bastata quella piccola immissione di energia ad aver creato una serie di eventi a catena, tanto da bloccare l’arrivo della perturbazione come l’avevamo immaginata noi.

In parole povere il rinforzo ha fatto rimanere in vita il cut off, il quale ha fatto stabilizzare l’anticiclone Europeo in quella posizione, altrimenti avrebbe potuto rimanere anche più basso. Rimanendo più basso avrebbe dato maggiore sfogo alla saccatura europea, con un gioco di scambio di energia che li avrebbe indeboliti entrambi. Contemporaneamente dal Labrador sarebbe partita l’oscillazione tipica che ogni sette giorni porta una perturbazione sui nostri settori (nel periodo freddo) e avrebbe rinvigorito la saccatura portando il maltempo sull’Italia.

PREVISIONE A LUNGO TERMINE

Invece il cut off Mediterraneo ha impedito tutto ciò. La saccatura atlantica è rimasta al largo e l’anticiclone ha ritardato la destabilizzazione, tanto che ieri i modelli sembravano dare bel tempo per quasi venti giorni. In realtà il run è cambiato nuovamente e la tendenza è tornata quella originale, ovvero quella che avevamo previsto 12 giorni fa! Ma con un piccolo dettaglio che forse piccolo non è: la discesa di aria fredda ci sarà e sarà abbastanza violenta. Una diminuzione di 10°C circa in pochi giorni e piccolo spostamento del giorno di arrivo dal 4-6 al 7-8 Ottobre.

Più tardi cosa ci aspetta? Senza dubbio, effettuare una tendenza per il post perturbazione è sempre un azzardo, a prescindere dall’andamento di qualsiasi indice. Dopo una pioggia bisogna capire qual è l’entità del vapor acqueo che torna in atmosfera e non sempre è corretto (non è corretto neanche l’apporto delle precipitazioni, figuriamoci questo). Inoltre anche per motivi “dinamici” non è possibile aumentare la predicibilità (gli autovalori di una matrice legata all’instabilità atmosferica sono tali da escludere questa possibilità). Quindi mettiamoci l’anima in pace e aspettiamo che verso il 10-11 sia effettivamente terminato l’affondo freddo. Dopodiché potremo parlare dell’arrivo di un’altra perturbazione che data l’attuale struttura delle configurazioni bariche sarà molto probabile nella stessa seconda decade di Ottobre.

 

A cura di Giancarlo Modugno


Articolo di Giancarlo Modugno

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