Quante alluvioni

Purtroppo nelle ultime settimane la pioggia è caduta in maniera esagerata ed è diventata “cattiva” su alcune zone italiane.
Come sempre ci s’interroga sugli errori umani e si cerca di ricordare l’ultimo episodio simile.
Dimentichiamo molto facilmente i disastri naturali ma ormai gli autunni, e non solo, sono pieni di eventi catastrofici che lasciano una scia di danni e morte.

Accumulo monsonico a Brugnato. Fonte ARPAL.

Quanto accaduto in Liguria e sull’Alta Toscana non è certo una novità, anche se 500 millimetri in appena 6 ore, con picchi di 300 mm in 3 ore, è qualcosa di eccezionale che forse scagiona, in questa tragedia, l’uomo.
Appena un anno fa erano state colpite da nubifragi Varazze, Cogoleto e il ponente di Genova, nel 2011 le Cinque Terre e la media Val di Vara e circa un mese fa era toccato alla zona del Tigullio subire piogge di 400 mm ma in un arco temporale per fortuna più ampio, circa 12 ore.

Come dimenticare le devastazioni nell’ottobre 2009 nel messinese ricordata per i morti e l’enorme quantità di danni. Vennero rilevati su Fiumendinisi 159 mm di pioggia, circa 300 mm a Santa Margherita, 220 mm a Santo Stefano Briga, 100 mm a Contesse. Nel 2007 gli accumuli pluviometrici già raggiunsero valori simili.

Distribuzione dei venti al suolo il 25 ottobre 2011, da notare il fenomeno a ridosso della Liguria. Modello MOLOCH.

Nel caso ligure la causa dell’alluvione è stato probabilmente un sistema temporalesco a mesoscala autorigenerante (forse a forma di V come accaduto anche sulla capitale). L’orografia presente in Liguria e Toscana esalta la già pericolosa struttura temporalesca permettendo lo stazionamento nello stesso posto per ore.
Oltre a ciò, il sistema temporalesco si è ritrovato in una zona di forte convergenza e contrasto nei bassi strati fra le correnti sciroccali in risalita dall’estremo Levante Ligure e quelle settentrionali più fredde che sfociavano in mare attraverso i valichi del genovese e savonese. Una situazione congeniale, perfetta nella tempistica, che si è sbloccata solo quando è transitato il fronte principale.

Accumuli pioggia (da fondoscala) nella prima parte del peggioramento. Fonte MeteoNetwork.

Un po’ più strano l’accumulo raggiunto a Roma il 20 ottobre. In genere in città gli accumuli sono oscillati tra 100 e 120 mm ma localmente i picchi hanno toccato i 180 mm. Evento raro data la storia pluviometrica; come riporta il blog di Meteogiornale, a Roma Ciampino dal 1951 in Autunno il record del 2 ottobre 1978 conta 120 mm e un’altra grande pioggia è datata 7 novembre 1997 108 mm.
Piogge superiori a 60mm sono estremamente eccezionali negli autunni romani (3 volte in ottobre e 4 volte in novembre).

Immagine satellitare del temporale romano, da notare la particolare forma della cella. Fonte MeteoNetwork.

A cura di Sante Barbano

 

Per maggiori informazioni sulle analisi degli ultimi eventi segui il link sulla Liguria e sul Lazio

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