Le precipitazioni fra il 4 e il 6 Novembre in Italia

Oltre alle regioni nord-occidentali, fenomeni particolarmente intensi hanno colpito anche altre aree della penisola, con nubifragi localizzati e violenti.

Dopo i numerosi approfondimenti dell’intero staff sulle esondazioni che hanno colpito Genova il 4 Novembre, per riassumere brevemente l’eccezionale entità dell’evento, occorre mensionare solo pochi dati, riferiti alla stazione meteorologica di Quezzi:

4/11: 556,6 mm

5/11: 77,5 mm

Il totale pluviometrico mensile è attualmente di “780” mm.

 

Apporti precipitativi eccezionali hanno diffusamente colpito anche il Piemonte, contribuendo per la maggior parte alla piena del fiume Po. I dati riportati si riferiscono all’arco temporale 5-6 novembre:

Ecco gli accumuli dei capoluoghi di provincia, registrati fra il 4 e l’8 novembre:

 

Pioggie consistenti hanno anche interessato fra il 5 e il 6 c.m. le provincie di Piacenza e Parma, in Emilia Romagna, oltre che ad alcune della Lombardia, in particolare l’Oltrepò pavese.

Accumuli scarsi o rientranti nella norma sono stati registrati nel resto del settentrione d’Italia. Analogo discorso è valevole per l’Italia centrale. Sono da segnalare accumuli compresi fra i 30 ed i 40 mm sul Basso Lazio (Priverno 36.6, Anagni 29.8, Isola Liri 40.0).

Molte località della Sardegna, specie nelle zone interne, hanno totalizzato accumuli di rilievo,fra il 5 e il 6 c.m. A seguire i dati del S.A.R., procedendo dalle propaggini nord-occidentali della regione fino al cagliaritano (le località con accumuli superiori ai 50 mm sono contrassegnate in rosso).

 

Al Sud è stata la Campania la regione nel complesso più colpita dai fenomeni violenti. Un nubifragio nelle prime ore della giornata ha messo in ginocchio l’intera città di Napoli, causando indirettamente una vittima. L’eccezionalità dell’evento è dimostrata dall’entità dell’accumulo, superiore ai 100 in molte zone delle città e dell’hinterland. I dati qui postati si riferiscono alle località che hanno superato i 50 mm nell’intero territorio regionale (comprese le isole):

 

Fenomeni con tempi di ritorno lunghi hanno interessato la Puglia Centro-Settentrionale durante il pomeriggio di domenica 6. Ad essere bersaglio di fenomeni temporaleschi particolarmente cruenti è stati il Nord-Barese/Ofantino. Specie a Barletta e ad Andria si sono avuti i maggiori disagi, con l’esondazione di un canale compreso fra le due città. Colpite anche l’area settentrionale dell’hinterland barese ed il Gargano.( Fonte “Servizio Idrografico Pugliese”)

 

** I dati contrassegnati con due asterischi si riferiscono a stazioni meteorologiche private. Il dato di Monte Sant’Angelo si riferisce alla stazione meteorologica dell’Aeronautica Militare.

 

A cura di Giuseppe Conteduca

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