Dinamica dei forti accumuli sul Catanese

Questa notte ci sono stati forti accumuli sulla Sicilia Nord Orientale. Tuttavia i modelli non lasciavano trasparire una situazione di forte instabilità atmosferica, nè tantomeno gli indici temporaleschi mostravano valori elevati  (anzi sono stati proprio i “grandi assenti”). A ogni modo si sono registrati accumuli superiori ai 60 mm.

Dato che gli indici temporaleschi erano inutilizzabili (perché alcuni sullo 0, altri sotto la soglia minima di instabilità e altri perché tendenti alla stabilità, come il Lifted Index positivo) mostreremo soltanto i motivi che hanno portato a queste piogge abbondanti.

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La mappa “principe” per questo tipo di situazioni è quella a 850 hPa con umidità e velocità verticali, insieme quando possibile alle streamline.

Il tutto è partito a causa di un nucleo umido in quota a una cinquantina di km a nord dello Stretto di Messina. Le correnti da Nord lo hanno portato verso lo Stretto, impattando con i rilievi. A questo punto si è creato un piccolo minimo barico (prossima immagine) e una linea di convergenza davanti al catanese (non mostrata), con relative velocità verticali che sono aumentate improvvisamente, risucchiando umidità dal mare.

A questo punto le correnti da Nord in quota hanno permesso ai nuovi sistemi nuvolosi così creatisi di impattare sulla costa e con l’effetto stau incrementare la dose di precipitazioni.

Quel che più sorprende è che il regime di alta pressione ha comunque cercato di inibire in ogni modo questa linea di instabilità: infatti, se si fanno a prendere le immagini sul top delle nubi (disponibili sul sito dell’aeronautica militare, una è qui riproposta) si nota che il massimo che si è raggiunto non ha mai superato i 4-5000 metri di altezza. Inoltre un Lifted Index positivo scoraggerebbe tutti gli amanti dei temporali (ma difatti non ci sono state scariche elettriche).

Abbastanza sorprendente se si pensa che sono caduti tanti mm di pioggia come se fosse passato un cumulonembo!

Che dire, un altro motivo in più per osservare sempre più ogni tipo di parametro meteorologico, invece di affidarsi soltanto alle mappe degli accumuli, pratica piuttosto comune ed errata.

A cura di Giancarlo Modugno


Articolo di Giancarlo Modugno


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