Piove più forte

Sul Televideo Rai è apparsa un’interessante intervista a Guido Visconti, professore di Fisica dell’Atmosfera e dell’Oceano all’Università de L’Aquila, dove si chiede se le alluvioni sono conseguenza dei cambiamenti climatici.
Visconti risponde senza troppi giri di parole e afferma che “L’unico dato certo, solido, è che la temperatura è aumentata di frazioni di grado in 50 anni. [..] ma di fatto non esiste nessuna prova scientifica che ci siano variazioni nel regime delle piogge o delle nevi.”
Molti concetti, espressi dal professore, sono condivisibili ma quello riportato ci fa venire quantomeno qualche dubbio.

Facciamo un po’ di contraddittorio riportando uno studio di M. Brunetti – CNR Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima “Trends of the daily intensity of precipitation in Italy and teleconnections“.

Il ricercatore avverte che spesso in questi studi non è facile reperire dati meteorologici perché spesso le rilevazioni partono dalla seconda guerra mondiale e non sono in formato digitalizzato anche se in Italia, per fortuna, alcune serie storiche partono dal 1800.
Il database comprende circa 50 stazioni meteorologiche quasi esclusivamente situate nell’Italia centrosettentrionale.
Nella ricerca vengono prima analizzate in maniera sommaria le serie storiche regionali, poi viene calcolato il trend progressivo, infine vengono studiate le categorie di precipitazioni, sia riguardo il contributo relativo che per la frequenza, e i risultati che saltano fuori sono abbastanza rilevanti:
• diminuzione delle precipitazioni totali al Sud;
• drastica riduzione del numero dei giorni piovosi (la diminuzione riguarda principalmente le precipitazioni deboli la cui frequenza ha un andamento negativo in tutte le regioni, ma in alcune zone c’è anche un aumento della frequenza dei fenomeni intensi);
aumento dell’intensità delle precipitazioni al Nord;
aumento del contributo degli eventi intensi sul totale pluviometrico;
• diminuzione del contributo degli eventi deboli sul totale pluviometrico.

Tendenza precipitazioni (totali, n° di giorni, intensità).

Trend progressivo delle precipitazioni.

Anche studiando solo gli ultimi 50 anni, grazie alla maggiore copertura dei dati, i risultati ottenuti sono simili e possono esser collegati ai cambiamenti climatici sulla circolazione atmosferica.
Difatti l’anomalia della pressione sul Mediterraneo è nettamente positiva specie a causa degli inverni.
Per una migliore analisi si è deciso di definire un nuovo indice, l’indice di circolazione mediterranea (MCI), in pratica la differenza di pressione tra Marsiglia (situata nel Mediterraneo nord-occidentale) e Gerusalemme (Mediterraneo sud-orientale).
Il MCI spiega le variazioni di pioggia e giorni bagnati meglio della NAO. Una correlazione altamente significativa è evidente per tutte le stagioni, cosa che non avviene, oltre l’inverno, per il famoso index NAO.

Indice MCI.

I dati di pressione atmosferica testimoniano un trend molto positivo sul Mediterraneo. La tendenza è dovuta alla stagione invernale, in cui l’aumento è fino a 6 hPa/50 anni.
L’aumento della pressione invernale sul bacino del Mediterraneo è ben catturata da MCI e NAO. Il comportamento di questi indici conferma l’ipotesi di cambiamenti nella circolazione atmosferica.

Gli indici indicano non solo che la pressione è aumentata sul Mediterraneo, ma anche che si è intensificato il gradiente di pressione sud-nord (aumento della differenza di pressione tra il Mediterraneo occidentale ed orientale) sostenendo l’ipotesi di una frequenza maggiore degli anticicloni nel settore centro-occidentale del bacino del Mediterraneo.
Inoltre da questo lavoro si intuisce che la NAO non è l’indice più appropriato per le precipitazioni italiane poiché illustra una parte significativa della variazione di piogge e giorni piovosi solo nel periodo invernale. L’indice MCI acquisisce una maggiore correlazione per le precipitazioni italiane in tutte le stagioni.

Anomalia su base annua della pressione atmosferica.

Un altro dettaglio da non trascurare, e non è un’illazione, sono i record di pioggia cumulata in poco tempo:
in 1 ora 181mm a Vicomorasso (GE) il 4/11/2011, precedente 175,4 mm a Pomezzana (LU) il 19 Giugno 1996;
in 3 ore 337mm a Vicomorasso (GE) il 4/11/2011, precedente 332,4mm a Capoterra (Sardegna) il 22/10/2008;
in 6 ore 472mm a Brugnato (SP) il 25/10/2011, precedente 446,8 mm a Genova Bolzaneto (GE) il 9 Ottobre 1970.

 

A cura di Sante Barbano

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