North Atlantic Oscillation: la NAO

Il primo a definire un indice che descrivesse la North Atlantic  Oscillation (NAO) è stato Rogers, nel 1984. Per l’indice di Rogers i dati sono disponibili a partire dal 1874 e l’indice invernale è stato definito considerando come mesi di riferimento quelli di dicembre, gennaio e febbraio. Più recentemente J. Hurrel ha utilizzato come stazioni di riferimento Lisbona, in Portogallo, e Stykkisholmur, in Islanda: la serie di dati è in questo caso più lunga, grazie a osservazioni disponibili fin dal 1864, mentre il periodo invernale è stato esteso anche al mese di marzo. I due indici mostrano chiaramente alcune differenze, ma la tendenza dominante è identica per entrambi. Altri studiosi ancora, hanno preferito utilizzare Gibilterra, come stazione di riferimento per le medie latitudini e Stykkisholmur per le alte latitudini: l’indice che si ottiene è detto indice NAO di Jones, dal nome del meteorologo che l’ha proposto. Tale scelta consente di estendere l’indice NAO a ritroso nel tempo fino al 1821. Il clima di tutto l’Emisfero Settentrionale è regolato da una ciclica variazione della pressione nota come Arctic Oscillation (AO).

Nel nostro emisfero, infatti, al di sopra dei 50° di latitudine, staziona in maniera permanente una profonda depressione, il Vortice Polare  che, nel semestre freddo, allungandosi verso sud lungo i meridiani, va anche ad alimentare due distinti centri di bassa pressione: il Ciclone d’Islanda nel Nord Atlantico e il Ciclone delle Aleutine nel Pacifico Settentrionale.

Quando la pressione al livello del mare assume valori insolitamente bassi alle alte latitudini, e quindi anche il Vortice Polare diviene più intenso, capita solitamente che la pressione salga oltre il normale sull’ Atlantico Centrale e sul Pacifico Centrale, rafforzando le aree di alta pressione che in generale sono lì situate: l’Anticiclone delle Azzorre da una parte e l’Anticiclone del Pacifico dall’altra. Viceversa, se la pressione aumenta sul Circolo Polare Artico, allora tende a diminuire alle medie latitudini. Questa oscillazione prende appunto il nome di Arctic Oscillation (AO). L’intensità e il segno dell’AO sono espressi da un indice calcolato come differenza tra le anomalie medie mensili di pressione al livello del mare a Punta Delgada (Azzorre) e le corrispondenti anomalie osservate ad Akureyri (Islanda).

Si  ottiene così un indice NAO mensile. La NAO altro non è che il ramo atlantico dell’ AO, e descrive l’oscillazione periodica che lega l’intensità del Ciclone d’Islanda  all’Anticlone delle Azzorre.

E’ possibile ottenere anche un indice NAO dell’intero semestre invernale: le due letture giornaliere della pressione sono mediate su tutto il periodo che va da novembre a marzo per ciascuna delle due stazioni, e la differenza tra di esse dà l’indice NAO stagionale.

A cura di Enrico Robustelli

 

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