Newsletter Facebook Fanpage Twitter InMeteo Google Plus InMeteo Pinterest Canale Youtube FEED RSS INMETEO

Indice NAO positivo e negativo


     


Ecco la continuazione dell’articolo pubblicato qualche giorno fa e disponibile qui
Indice NAO positivo:

il Ciclone d’Islanda (fabbrica della maggior parte delle perturbazioni destinate all’Europa) diviene molto intenso. Caratterizzato da valori di pressione assai bassi, si viene a creare un forte gradiente barico tra le alte e le medie latitudini: NAO positiva

 

Schema dei processi attivi durante la fase positiva .

In tali condizioni l’Anticlone delle Azzorre, più forte e, quindi, anche più invadente del normale, viene come risucchiato dalla profonda depressione islandese, allungandosi sino alla Francia, alla Spagna e al Mediterraneo Occidentale.

Di conseguenza le piovose perturbazioni, che si generano nel Nord Atlantico, sono costrette a dirigersi verso le alte latitudini, scivolando lungo i margini dell’alta pressione.

Attraversate le Isole Britanniche e, successivamente, la Scandinavia, dopo aver aggirato la lingua settentrionale dell’Anticiclone delle Azzorre, le perturbazioni ripiegano verso sud-est, terminando il loro ciclo di vita sui Balcani e sul mar Egeo, senza apportare precipitazioni sull’ Italia.

Si osservi l’intensificazione delle tempeste che attraversano l’Atlantico e dirigono verso Nord. Tutto ciò determina inverni caldi e piovosi in Europa e inverni freddi e secchi nel nord del Canada e Groenlandia. Negli Stati uniti si riscontrano inverni miti e umidi.

Indice NAO negativo:
si riscontra un indebolimento del Ciclone D’Islanda e dell’Anticiclone sub-tropicale. Il ridotto gradiente di pressione comporta una diminuzione della frequenza e delle intensità delle tempeste nella stagione invernale ed una rotta delle perturbazioni maggiormente zonale. L’Aria umida, quindi, raggiunge l’area mediterranea, mentre l’aria fredda si sposta verso il Nord Europa.

Schema dei processi attivi durante la fase negativa.

 

Infine, si osservi la rotte delle tempeste, che risulta essere  W-E. Tutto ciò determina inverni caldi e piovosi in area mediterranea, inverni freddi e secchi sul nord Europa, ed infine più caldi del normale nel nord del Canada e in Groenlandia.


A cura di “Enrico Robustelli”.