Proiezioni invernali

Ormai la stagione invernale italiana è imminente e come ogni anno si susseguono le proiezioni stagionali.
Spesso, come vedremo, le varie “previsioni” sono all’antitesi.
Senza voler procedere a stilare l’ennesima previsione cercheremo di individuare i punti chiave in quelle emesse dai principali centri di calcolo internazionali: NOAA-CPC, IRI, Ibimet, ECMWF.

Partiamo, per curiosità, dagli americani di Accuweather i quali propongono un inverno freddo sull’Europa sudorientale. Situazione opposta per il settore occidentale, specialmente per la penisola iberica ove sarà anche secco.
Maggiori precipitazioni attese sull’Europa orientale, specie sui Balcani. Si evidenzia la possibilità di un inverno meno crudo, rispetto ai precedenti, sul Regno Unito.
In particolare, per l’Italia ci si aspetta un inizio inverno buono, riguardo alla nevosità, maggiormente per gli Appennini e le Alpi che però dovrebbero soffrire maggiormente nella seconda parte stagionale a causa di minori fenomeni. Sul resto del territorio non si prevedono anomalie significative se non temperature più alte della media.

Sintesi della proiezione di Accuweather.

 

Forse le previsioni più famose sono quelle del NCEP-CPC (NOAA) grazie ai continui aggiornamenti e la facile accessibilità.
La proiezione prevede una siccità in crescendo, si parte con un dicembre piovoso per concludere con un febbraio estremamente secco, anche se la maschera di errore evidenzia una forte inattendibilità da gennaio.
Le anomalie termiche più importanti riguardano il settore nord Europeo dove vengono viste termiche elevate in gennaio e soprattutto in febbraio; anomalie negative relegate molto a sud.

Tendenza pluviometrica nei prossimi mesi della NWS/NCEP/CPC.

 

L’Ibimet prevede un dicembre generalmente secco, a esclusione forse delle isole, con temperature minori della norma.
Gennaio potrebbe risultare più instabile e umido con maggiore probabilità di freddo specie al sud.
Per febbraio è prevista un’alta probabilità di geopotenziali bassi quindi associati a maltempo ma in un contesto climatico più mite della norma.

Gennaio 2012 probabilmente freddo per l'Ibimet-CNR.

 

Le proiezioni di ECMWF denotano, a inizio inverno, una zona con anomalie positive sull’Europa settentrionale mentre il freddo sembra prediligere aree extra-europee. Non cambia il quadro a metà inverno, mentre la stagione potrebbe concludersi con l’estendersi delle anomalie positive alla gran parte dell’Europa.
Le precipitazioni previste sono generalmente sotto media sul vecchio continente eccetto sulla Scandinavia. La situazione cambia poco per il resto stagionale ma con maggiore possibilità di aumento di precipitazioni sul bacino del Mediterraneo.

Probabile inverno mite per l'Italia. Fonte IRI.

 

L’IRI (The International Research Institute for Climate and Society) non mostra particolari anomalie stagionali a livello di precipitazioni per l’Europa. La probabilità di un inverno mite sul Mediterraneo centro-occidentale è piuttosto elevata (sempre relativamente). Dalle mappe trimestrali, si presume che il mese meno mite possa essere gennaio mentre sia dicembre che febbraio potrebbero risultare piuttosto miti.

Difficile trovare una via comune delle varie tendenze soprattutto quando si restringe l’obiettivo sul nostro Paese, spesso l’alta impredicibilità per la distanza temporale rende la proiezione illeggibile.

Tuttavia il fattore rintracciabile nelle previsioni su descritte è una seconda parte stagionale, forse già a partire da metà-fine gennaio, con maggiori probabilità di ritrovare condizioni di tempo stabile e spesso mite; solo l’Ibimet è fuori dal coro. Lo stesso modello è l’unico a “credere” in un inverno complessivamente più freddo del normale in Italia, le restanti proiezioni propongono anomalie positive o non significative.

Un’altra cosa che si può dedurre è sul mese venturo: il mese di dicembre sembra poter esser contraddistinto da un’influenza anticiclonica europea che se troppo dominante e posizionato a basse latitudini potrebbe causare clima secco e più mite della norma, se proteso più a nord (o addirittura con asse sudovest-nordest) più umido e freddo come suppongo le proiezioni Accuweather e NCEP-CPC.

In sostanza, si capisce che le previsioni a lunghissima scadenza hanno una probabilità quasi nulla di riuscita ma è nostro dovere constatare gli errori dell’output modellistico cercando di carpirne le tendenze, i miglioramenti e il comportamento delle varie emissioni.

A cura di Sante Barbano

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