Un ottobre da Global Warming

Secondo il NOAA il mese di ottobre 2011 risulta, a livello mondiale, l’ottavo più caldo dal 1880.
L’estensione dei ghiacci artici è stata la seconda più piccola per ottobre, il 23,5% inferiore alla media.
Inoltre, La Niña si è intensificata nel mese di ottobre ed è destinata a proseguire in inverno.

La temperatura media globale (oceano + terraferma) per ottobre 2011 è stata di 0,58°C al di sopra della media del XX secolo.
La temperatura globale della superficie dell’oceano è risultata di 0,39°C al di sopra della media.
La temperatura globale solo della superficie terrestre è stata di 1,1°C superiore alla media facendo di questo il secondo ottobre più caldo mai registrato. Condizioni più calde della media si sono verificate sull’Alaska, il Canada, la maggior parte dell’Europa, Russia e Mongolia. Più fresco negli Stati Uniti del sud-est, Sud America meridionale e occidentale, tra Algeria e Libia, sull’Europa orientale e nel sud-est asiatico.

Il Regno Unito ha vissuto il suo ottobre più caldo dal 2006 e l’ottavo più caldo negli ultimi 100 anni (2,0°C al di sopra della media 1971-2000).
Le precipitazioni mensili in Spagna sono state del 35% sotto la media, il più secco ottobre dal 1998.

Anomalie termiche degli oceani.

Dalla mappa su riportata si notano in maniera molto evidente le anomalie elevate che hanno interessato ancora una volta le acque dei mari artici.

L’estensione dei ghiacci artici è stata di 2,19 milioni di chilometri quadrati inferiore alla media e 330.000 chilometri quadrati in più rispetto il record negativo dell’ottobre del 2007.

Buone notizie dal Polo sud dove in ottobre l’estensione dei ghiacci è stata di 1,2% al di sopra della media 1979-2000.

Nonostante l’insolita tempesta di neve nel nordest degli Stati Uniti, l’emisfero Nord ha misurato un innevamento nel mese di ottobre inferiore alla media, classificandosi al 15° posto degli ottobre con meno manto nevoso (storia statistica di solo 44 anni).

Le anomalie di geopotenziale possono sostanzialmente sovrapporsi a quelle delle temperature: molto estese le aree interessate da valori superiori alla norma, specialmente a medie latitudini e sul Polo antartico.
Vedremo se con la presenza de La Niña le temperature globali tenderanno a calare com’è capitato spesso negli scorsi anni con il raffreddamento del Pacifico equatoriale. La maggioranza degli istituti internazionali prevede nei prossimi mesi ENSO negativo tuttavia senza toccare valori strong. Secondo il NOAA nel corso degli ultimi cinquant’anni, La Niña preceduta da ENSO neutrale durante l’estate nell’emisfero nord (maggio-agosto) ha meno probabilità di manifestarsi con forte intensità (meno di -1,5°C) nell’inverno successivo. Questa osservazione, in combinazione con le previsioni del modello, rende molto probabile una intensità debole-moderata de La Niña durante l’inverno dell’emisfero settentrionale. Nel corso della primavera l’anomalia delle acque equatoriali dovrebbe riassorbirsi.

Temperature e anomalie del Pacifico equatoriale. Fonte CPC-NOAA.

A cura di Sante Barbano.

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