La Piccola Era Glaciale

PEG, Piccola Era Glaciale, o LIA, Little Ice Age, è una fase che ben si distingue all’interno dell’Olocene tra il 1450 e il 1850, caratterizzato da una successione di decenni molto freddi intervallati da altri meno freddi. Gli studi fatti su questo periodo sono molto dettagliati, grazie ai molti documenti che testimoniano le vicende succedutesi in questo periodo; si trovano diari di bordo dei naviganti, notizie sulle carestie con conseguenti malattie epidemiche, notiziari in cui venivano narrate le attività di fiumi, canali o porti le quali risultavano essere bloccate dai ghiacci. Molte zone erano caratterizzate da estese inondazioni fluviali, e molte testimonianze sono rilasciate da dipinti, disegni e schizzi cartografici dove si rappresenta l’avanzata dei ghiacciai montani.

Periodo di raffreddamento della PEG

Le cause dell’innesco della PEG sono ancora oggetto di studio della comunità scientifica e possiamo, in ogni caso, rilevare due punti:

  • L’inizio della PEG è stato segnato da una riduzione della concentrazione di anidride carbonica e metano.
  • La PEG è stata attraversata da ben tre minimi nell’attività solare. (Spöder 1450-1560, Mauder 1645-1715, Dalton 1790-1820)

Queste ipotesi sottolineano come la radiazione solare e la nostra atmosfera siano correlate tra loro: a piccole variazioni della forzante solare, corrispondono variazioni nella nostra troposfera – stratosfera. Altre ipotesi tengono conto dell’incremento, in questo periodo, dell’attività vulcanica e l’indebolimento della Corrente del Golfo.

Molti dei documenti medievali ritrovati, testimoniano le problematiche che questo periodo freddo, comportava nella vita dell’uomo. Già dal 1200 le comunicazioni tra Norvegia, Islanda e Groenlandia sono rese più difficili a causa della presenza del ghiaccio marino, il grano non cresce più in terra islandese e alla fine del XV secolo gli abitanti della Groenlandia “escono” dalla storia. Infatti, agli inizi del XIV secolo i vichinghi abbandonarono la Groenlandia: il vescovo di Gotha narra con precisione che la navigazione verso la propria terra era diventata sempre più pericolosa a causa della “discesa del ghiaccio del Nord”.

La piccola era glaciale nei quadri di Brueghel

Sulle Alpi la piccola era glaciale è ben testimoniata dagli eventi che si sono susseguiti sul Monte Bianco, narrati all’interno di documenti trovati negli archivi di Chamonix. Nel 1605 la camera dei Conti della Savoia voleva verificare il perché gli abitanti chiedevano la diminuzione delle tasse e inviavano suppliche alle autorità ecclesiastiche; si accorsero che a partire dal 1600 i ghiacciai avevano ricoperto parte del villaggio, distruggendo molte case.  In tanti altri villaggi delle Alpi furono ritrovati documenti che narrano l’avanzata dei ghiacci e delle situazioni di pericolo a essi collegati.

Altri fenomeni sono registrati durante il 1700. Tra il 1788-1789 gelano quasi tutti i fiumi in Europa: i ghiacciai, infatti, impediscono la navigazione della Manica e il porto di Ostenda in Belgio può essere attraversato a piedi e a cavallo.

La piccola era glaciale non è un fenomeno che si è registrato solo in Europa: fenomeni contemporanei si presentano anche negli Stati Uniti, sulle montagne di Alaska, Nuova Zelanda, Canada e sulle Ande Peruviane.

Anche le precipitazioni ebbero un ruolo rilevante all’interno della PEG, esse risultarono più abbondanti alle medie latitudini e nella fascia subtropicale, causando ovunque un innalzamento della superficie dei laghi e una maggiore frequenza delle inondazioni fluviali. Molte furono le conseguenze sull’economia: raccolti scarsi, vendemmie tardive e carestie portarono molti abitanti all’esasperazione e all’abbandono di molte zone che ormai non riuscivano più a fornire i viveri necessari per la sopravvivenza dell’uomo.

 A cura di Noemi Visicchio

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