Analisi sulle cause del breve temporale di ieri sulle coste Campane

Le  previsioni prospettavano per ieri mattina precipitazioni di debole intensità sul basso Tirreno in intensificazione dal pomeriggio.  Ma localmente si è formata una piccola linea temporalesca che nelle zone a Sud del  golfo di Napoli ha apportato, seppur in un piccolo lasso temporale, precipitazioni di forte intensità.

Andiamo ora ad analizzare e cercare quei parametri che  hanno permesso questa formazione. Partendo dalla mappa dell’umidità a 850 hpa notiamo tre  nuclei: uno sulla Toscana, uno sul Lazio e uno sulla Campania. A tutti e tre  i nuclei sono associate velocità verticali verso l’alto. Analizzandola approfonditamente notiamo che  il nucleo sulla Toscana probabilmente non produrrà precipitazioni se  non di debolissima intensità a causa della direzione delle correnti che  provengono da terra.  Per quanto riguarda  il nucleo Romano si avevano valori di umidità dell 100% e quindi alla saturazione, qui considerando questo valore, le correnti e  l’orografia e bene aspettarsi delle precipitazioni.

Infine il nucleo sulla Campania a prima vista fa pensare a precipitazioni di debole  intensità. Andando a confrontare quanto detto con la mappa delle precipitazioni previste notiamo che bene o male ci siamo, ma come sappiamo sulla Campania si sono verificati brevi ma intense precipitazioni temporalesche, quindi andiamo a cercare altri parametri che hanno causato queste manifestazioni .Osservando la mappa dei venti previsti al suolo notiamo che proprio nel golfo di Napoli vi è una piccola linea di convergenza, e controllando anche  i venti (non mostrati) alle quote di 925, 850, e 700 hpa notiamo che salendo con la quota nella zona interessata vi è una rotazione di circa 45° del vento, ciò è indice di shear verticale positivo, il quale fovorisce l’ascesa dalle masse d’aria.

Infine dando un’occhiata agli indici che possono darci ulteriori informazioni sul grado di instabilità dell’atmosfera e quindi sulla provabilità della formazione di temporali notiamo che sia il Thomponson, sia il Lifted che il Whiting  index si attestavano sul basso Tirreno e nel golfo di Napoli su valori medio alti.                Invece su Toscana e Lazio avevamo addirittura valori positivi del LIfted index che inibivano le precipitazioni. Maggiori informazioni su questi indici le trovate qui e qui.

 

Riassumendo; i tre nuclei che avevamo ieri sulle regioni Tirreniche  potevano tutti e tre apportare potenzialmente precipitazioni, ma  quello sulla Toscana è stato inibito dai valori positivi del Lifted index e dalla direzione delle correnti, quello sul Lazio è stato inibito dai valori positivi del Lifted index, ma gli alti valori di umidità , le correnti e l’orografia hanno permesso il verificarsi di deboli precipitazioni e qualche rovescio. Infine  il nucleo Campano che a prima vista sembrava  blando si è dimostrato il più instabile arrivando a formare una piccola linea di instabilità temporalesca. Per finire vi mostro un’immagine da me scattata subito dopo il passaggio temporalesco.

                                                           

Articolo a cura Di luca Mennella


Articolo di Luca Mennella


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