Minimo barico: quando e come colpisce l’Italia

La Vigilia di Natale ci offre la possibilità di analizzare una situazione molto interessante dal punto di vista della didattica: il minimo barico e la sua interazione col territorio italiano.

 

 

Solitamente l’arrivo di una furtiva perturbazione dall’Oceano Atlantico porta con se una forte ripresa anticiclonica a partire dalla Penisola Iberica. Questa situazione permette la compressione delle correnti d’aria sulle Alpi, creando una pressione alta a ridosso dei rilievi nelle regioni oltralpe e una conseguente relativa bassa pressione sottovento.

 

 

 

 

 

La bassa pressione così generata è legata a valori “relativamente” bassi, cioè le correnti creano una circolazione chiusa di bassa pressione che però è più bassa rispetto a quella oltre le alpi dove tra l’altro l’aria continua a spingere. A questo punto se le condizioni meteorologiche sono tali da non permettere alle correnti di “saltare” le Alpi da sopra allora i flussi saranno costretti a deviare in parte verso Est e in parte verso Sud, creando vorticità positiva e quindi dando una mano in più per poter far chiudere il minimo barico.

 

 

 

A questo punto il minimo barico è solito traslare verso Sud Est lungo il versante Tirrenico, dove ha la possibilità di approfondirsi e/o di trovare energia per poter continuare a muoversi e perturbare l’atmosfera. Sul basso Tirreno, in seguito, riesce a portare piogge e temporali e le zone più colpite di solito sono quelle costiere e dove si può creare un ottimo Stau. Utilizzando una mappa di previsione degli accumuli si può notare la tipica forma circolare delle correnti e le relative interazioni col territorio.

In una situazione come quella odierna e in generale non è mai male studiare anche la disposizione delle correnti in quota oltre che quelle al suolo.

Bisogna sempre tenere a mente che le zone interessate da maltempo durante il passaggio di una saccatura in quota (quella strana forma a U che notate nella mappa a sinistra) sono quelle a Est (in generale) dell’asse, ovvero quella linea immaginaria che la divide in due. Questo accade per motivi dinamici che non tratteremo in questo articolo.

Il minimo al suolo funge molto da richiamo delle correnti, come se tutti i flussi tendessero ad arrivare in quel punto. Tuttavia i venti manterranno il minimo a sinistra e la pressione più alta a destra.

Piogge Vigilia di Natale

Piogge Vigilia di Natale

 

Possiamo analizzare quindi l’immagine precedente e trovare  che le correnti al suolo vanno a impattare (serata della vigilia) sia da Ovest vero Est sul Basso Tirreno sia da Est vero Ovest sul litorale del Medio Adriatico. Si noti che la distribuzione delle piogge segue bene quanto detto per l’asse di saccatura.

L’effetto Stau e l’instabilità locale (legata a umidità, gradiente termico, indici temporaleschi, ecc) fanno molto e quindi ci si può ritrovare in situazioni in cui le piogge diventano molto intense. Stasera per esempio tra Basso Lazio e Campania si possono verificare fenomeni intensi a carattere temporalesco.

Avrete notato che la saccatura era più estesa di quanto mostrano la distribuzione delle piogge (sulla Puglia non piove). Il problema è legato a due fattori: l’altezza di geopotenziale inizia a salire verso l’esterno della saccatura e l’elemento orografico protezionale appenninico blocca letteralmente la perturbazione. Occorrerà una posizione diversa del minimo per poter portare precipitazioni anche in Puglia, Calabria e Sicilia.

Piogge per Natale al Sud

Piogge per Natale al Sud

Adesso sarà semplice riconoscere direttamente dalla mappa degli accumuli la posizione del minimo (pratica che deve però essere fatta sempre al contrario, prima di trova il minimo e dopo se ne deduce la distribuzione spaziale delle piogge).

Il minimo per Natale si sposta a Est della Sicilia, come qualche giorno fa. Il risultato è che le correnti sulla Sicilia sono da Nord e ruotano a Nord Ovest, sulla Calabria da Sud Est e sulla Puglia Est / Nord Est. Questa volta è la Campania a rimanere all’asciutto anche se non completamente in quanto qualche “onda” può far passare i sistemi nuvolosi oltre l’Appennino. Inoltre i fenomeni possono diventare particolarmente intensi sul Crotonese e Cosentino.

Bisogna sempre ricordare che bisogna associare altri fattori e variabili in seguito per poter ottimizzare la previsione a livello locale (Thompson, correnti a getto, delta theta e, ecc)

Buone feste!

A cura di Giancarlo Modugno


Articolo di Giancarlo Modugno

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