Lo stratwarming: una delle principali cause del gelo invernale

Tutti ne parlano, tutti ne sentono parlare, ma pochi sanno veramente le origini e le cause di questo fenomeno: è lo stratwarming (Sudden stratospheric warming), un riscaldamento atipico della stratosfera terrestre.

Suddividendo l’atmosfera attraverso l’andamento del gradiente termico, la stratosfera è definita come quella parte di atmosfera collocata tra i 10km e i 50km circa al di sopra della superficie terrestre; all’interno di questo strato il gradiente di temperatura è positivo (inversione termica in quota), condizione che da luogo a una stratificazione verticale dell’atmosfera e una limitazione al mixing turbolento tra gli strati atmosferici. La causa principale dell’aumento di temperatura con la quota, è dovuto al forte assorbimento da parte dell’ozono dei raggi ultravioletti solari, facendo raggiungere, nel limite superiore dell’atmosfera, la temperatura di 0°C.

Le cause dello stratwarming non sono ancora del tutto molto chiare, ma si suppone che queste siano legate all’attività solare, in particolar modo a come questa incida sul riscaldamento della stratosfera attraverso un’intensificazione dei raggi ultravioletti. Attraverso i radiosondaggi si registra che lo stratwarming coinvolge in particolare l’emisfero boreale durante il mese invernale.

Un’altra causa del fenomeno potrebbe essere di natura dinamica: analizzando l’evoluzione degli anticicloni di blocco che si sviluppano nell’emisfero settentrionale, si nota come l’inizio del loro sviluppo coincida sempre con un riscaldamento della stratosfera alle alte latitudini, di quasi 20-30 gradi in 2-3 giorni. Questo può essere la conseguenza dell’energia che è contenuta all’interno delle onde di Rossby, che riescono a penetrare oltre i limiti della troposfera, andando a riscaldare ulteriormente la stratosfera.

Tipica configurazione da stratwarmig

Il fenomeno sebbene si verifichi in quota, condiziona molto la meteorologia e l’evoluzione dei sui fenomeni al suolo. Lo stratwarming ha la capacità di scomporre il vortice polare, (ossia quella depressione in quota responsabile della discesa di aria fredda alle medie latitudini durante l’inverno) in due parti o lobi definiti split del vortice polare. Al posto del vortice polare si va a sviluppare un possente anticiclone che nel giro di pochi giorni, dalle alte quote, si propaga verso il suolo. Nel frattempo i due lobi si spostano verso latitudini più basse provocando lungo il loro percorso condizioni di gelo, maltempo e abbondanti nevicate. Infatti la posizione dell’anticiclone spinge, attraverso la sua circolazione, aria artica verso le basse pressioni innescando dei lunghi e intensi periodi di freddo che potrebbero essere accentuati, in particolar modo per l’Europa, dall’Anticiclone delle Azzorre. La posizione di questo,infatti,  potrebbe bloccare l’arrivo di correnti più umide provenienti dall’Atlantico e inoltre, amplificare il convoglio si aria fredda artica verso le zone depressionarie.

Strade di Milano bloccate a causa della neve del 1985

Un esempio di maltempo condizionato dallo stratwarming, è quello dell’inverno 1985 dove l’anticiclone formatosi determinò una forte irruzione si aria fredda artica che investì tutto il centro italia. Le zone più colpite in Italia furono Toscana e pianura padana dove le temperatura raggiunse valori di molto sotto lo zero e la neve scese abbondante. La prima a essere colpita dalla neve fu Roma, e successivamente Firenze Bologna e Milano, ma molte atre località raggiunsero dei livelli record di neve come i 130 cm di Trento.I trasporti vennero messi in crisi, scuole e fabbriche chiusero per molti giorni e iniziarono in molte zone a scarseggiare gasolio e generi alimentari: per liberare le strade di Milano dai 70 cm di neve intervennero i carri armati dell’esercito che schiacciavano e spostavano la neve ai bordi delle strade.

Attualmente, molti previsori studiano il fenomeno dello stratwarming per giustificare e prevedere le ondate di gelo che investono l’Europa durante i mesi invernali e l’intensificarsi della discesa di aria artica alle nostre latitudini, responsabile di notevoli disagi sopratutto quando il fenomeno viene sottovalutato.

A cura di Noemi Visicchio

COMMENTS


Servizi Meteo per Siti - Staff - Cookie-policy - Contatti