Il 2011 batte i record del 2010 in Artico

Quasi una settimana fa, la Nasa ha reso pubblici i dati del 2011 sulle temperature globali. Lo scorso anno ha battuto i record del 2010 in Artico. Secondo il “Goddard Institute for Spaces Studies della Nasa” (GISS), le temperature medie annuali al suolo, per l’area a nord del 64° parallelo, nel 2011 sono cresciute di 2,28°, rispetto alla media trentennale 1951-1980. Le temperature nella regione sono cresciute rapidamente a partire dagli anni ’70, e non scendono al di sotto della media dal 1992.  La temperatura media annuale dello scorso anno ha infranto il record stabilito nel 2010 (+2,11°).

* Il grafico mostra che le temperature hanno subito una crescita sostanziale dal 1880, con un incremento significativo dal 1970.

 

I dati resi pubblici dalla Nasa sulle anomalie globali indicano che la temperatura mondiale nel 2011 è risultata la nona più calda di sempre, e gli scarti maggiori sono stati registrati in area artica. Il direttore del GISS, James E. Hansen, in una conferenza stampa ha chiaramente affermato: “Il pianeta sta assimilando più energia di quanto ne produca”. Lo stesso climatologo ha ribadito che nonostante l’influenza della “Niña” forte e la bassa attività solare, la quale si protrae da anni, il 2011 è risultato notevolmente sopra media.

Come già approfondito in un precedente articolo (leggi qui), alla fine dell’estate 2011 i ghiacci coprivano solo 4,6 milioni di km2 del Mare artico, secondo dato più basso dall’inizio delle rilevazioni (1979). L’estensione e il volume dei ghiacci artici sono in rapido decremento e , secondo gli studiosi del Noaa, l’arretramento non ha precedenti in 1450 anni.

 

A cura di Giuseppe Conteduca

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