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Il burian in Italia


     


Dopo una lunga attesa, il burian è tornato sull’Italia. Negli ultimi decenni, in rare occasioni le masse d’aria provenienti dalle steppe siberiane hanno colpito il Mediterraneo. Molto spesso le parentesi di gelo e neve sono state causate da “colate” di aria artica, di matrice marittima o continentale.

Una delle irruzioni d’aria siberiana più significative dell’ultimo ventennio, risale ai primi giorni del Gennaio 1993. Ad essere particolarmente colpite dai fenomeni, furono le regioni centro-meridionali adriatiche. Il manto nevoso raggiunse e superò i 20 cm in molte località, sfiorando il mezzo metro in bassa collina. La stazione meteorologica AM di Bari Palese registrò il valore minimo più basso della sua storia, sfiorando i -6°(-5,9° il 3 Gennaio). Glaciali anche i valori termici di altre località di italiane.

 

Minime più basse registrate fra il 2 e il 4 in alcune località italiane:

 

Quasi quattro anni dopo, fra il 26 e il 27 Dicembre del 1996, un’ “autostrada” gelida dalle steppe russe fin verso il Mediterraneo, portò temperature diffusamente sotto le zero e forti nevicate specie al centro Italia.

 

In molte località, anche costiere e pianeggianti, si registrarono giornate di ghiaccio (i dati si riferiscono al 27 e al 28 Dicembre):

 

Ad essere del tutto paralizzate dai fenomeni furono l’Umbria e le Marche.

 

Due distinti eventi di burian si ebbero nel Dicembre 2001. Una prima retrogressione interessò il Nord-Italia fra il 13 e il 14 Dicembre, con blizzard e temperature abbondantemente sotto lo zero. Vi furono accumuli discontinui su tutta la Pianura Padana, localmente di 15-20 cm.

 

 

 

 

Il secondo evento riguardò principalmente il Centro-Sud. La sera del 17 Dicembre fenomeni temporaleschi con annesse nevicate colpirono il Salento e l’arco ionico Tarantino, con accumuli che in alcuni casi superarono i 30 cm. Fenomeni meno eccezionali interessarono altre località costiere e pianeggianti della Puglia, oltre alle Murge durante la notte e la mattinata dello stesso giorno. Accumuli superiori al mezzo metro furono registrati nei pressi di Sulmona, in Abruzzo.

 

A cura di Giuseppe Conteduca