Neve 1956: il primo gelo storico che paralizzò l’Italia

NEVE 1956. Molti italiani in questi giorni staranno affermando: “Sembra essere tornati al 1956!”. Già, con le temperature di questi giorni e gli intensi accumuli di neve, il febbraio 2012 sembra figlio del febbraio 1956.

Intorno alla metà di febbraio di quell’anno, tutta l’Italia venne investita da aria molto fredda proveniente direttamente dal Circolo Polare Artico. Le

L'Aquila nevicata 1956

temperature precipitarono improvvisamente facendo toccare alla città di Torino dal 13 al 19 febbraio  una temperatura minima costantemente i 20°C  sotto lo zero. A Trieste la bora superò i 150 km/h  e gelarono il lago Trasimeno, l’Arno, la foce del Po e dell’Arno. In Abruzzo, Calabria e Campania più di 180 comuni rimasero isolati per più di 10 giorni e viveri e medicinali vennero paracadutati dall’alto.

In generale le principali cause di questo straordinario evento sono da ricercare in un’imminente arrivo di aria gelida proveniente dalle alte latitudini a causa del rafforzamento dell’alta pressione siberiana posizionata sull’Europa centro-orientale, dell’espansione dell’anticiclone delle Azzorre, i cui rami più alti raggiunsero le latitudini del circolo polare artico, ed infine un nucleo depressionario  posizionato sul Mediterraneo che andrà a essere alimentato dall’aria artica proveniente dall’alta siberiana, e che entrerà direttamente dalla porta della bora. (esattamente la configurazione barica protagonista della forti nevicate di questi giorni).

Si potrebbe effettuare una cronaca molto sommaria di ciò che accadde in quel mese : il 1 febbraio del 1956 il freddo, non solo è presente al suolo con l’isoterma -15 °C posizionata a 850 hPa e la -20°C che abbraccia tutte le Alpi, ma è presente anche in quota con l’isoterma -30°C a 500 hPa che passa direttamente al di sopra della Sicilia, e una -35°C a 500 hPa su Roma responsabile di una nevicata divenuta storica.

Ma il peggio si presentò il 7 febbraio, con nuovi impulsi gelidi che portarono un’isoterma -40°C a 500 hPa su tutte le zone Adriatiche, e  un potente nucleo gelido in quota con geopotenziali bassissimi colpi le regioni meridionali italiane. Bufere di neve interessarono tutta l’Italia colpendo in particolare la Puglia  e tutte le zone adriatiche. Il 9 febbraio una risalita dell’Anticiclone delle Azzorre verso le alte latitudini fece si che aria artica si spinse verso le regioni francesi, attivando un minimo depressionario su Corsica e Toscana: questa fu la causa scatenante delle forti nevicate su Roma e su tutto il centro Sud.

7 febbraio 1956: mappa 500 hPa, il nucleo freddo in quota arriva sull'Adriatico

 

9 febbraio 1956: situazione a 850 hPa

Il Nord Italia non venne di certo risparmiato da questo febbraio da record, infatti il 10 febbraio lo spostamento del minimo mediterraneo verso le Baleari trascinò con se aria gelida su tutto il nord Italia posizionando l’isoterma -15°C intorno agli 850 hPa. Le bufere di neve interessarono le zone padane per più di tre giorni. Il giorno 13 febbraio a causa di un minimo a 995 hPa sull’Italia centrale  e una situazione depressionaria al suolo sulla Polonia, si ebbero, attraverso la porta del Rodano, nuove correnti gelide sul nostro stivale  . Le zone interessate da forti e abbondanti nevicate furono le zone del centro Nord e in particolare Umbria Marche e Toscana.

14 febbraio 1956: mappa 500 hPa cuore gelido su tutta l'Europa

 

L’ultimo episodio, che vide la fine di questo febbraio storico, avvenne il 17 febbraio dove un impulso freddo diretto sulla Francia e sulla Spagna causò un’ulteriore depressione sul Mediterraneo portando la neve fino ad Algeri e il 18 febbraio si verificò un’ulteriore nevicata su Roma fino al giorno 20 febbraio.

Questo tipo di eventi sono straordinari in quanto è ben difficile far trovare tutte le variabili nel posto giusto al momento giusto, ma come si sta evolvendo la situazione barica in questi giorni, non è del tutto impossibile.

Di seguito sono riportate le minime assolute registrate in alcune città italiane nell’inverno del 1956:

Temperature Minime assolute registrate nell'inverno 1956 in Italia

 Articolo a cura di Noemi Visicchio

Per le mappe fonte: www.meteogiornale.it

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