Riscaldamento globale in Europa 1881-2011

In rosso gli aumenti superiori a 0,30° C; in blu le diminuzioni inferiori a -0,30° C; in verde le variazioni comprese tra -0,30° C e +0,30° C

In questo secondo articolo dedicato al continente europeo, considerando lo stesso campione e gli stessi criteri specificati nell’articolo precedente dedicato al solo anno 2011, vengono analizzate le variazioni di temperature registrate in Europa nel periodo 1881-2011. Convenzionalmente, si considereranno in aumento le temperature delle stazioni in cui le variazioni saranno state superiori a 0,30 °C, in diminuzione le temperature delle stazioni in cui le variazioni saranno state inferiori a -0,30 °C e invariate le temperature in tutti gli altri casi.

I metodi di calcolo utilizzati

Per quantificare le variazioni delle temperature sono stati utilizzati due metodi: variazione della media mobile trentennale e variazione della retta di interpolazione lineare. E’ bene evidenziare che il primo metodo, solitamente, restituisce variazioni più contenute rispetto al secondo in quanto la retta di interpolazione lineare può essere condizionata da valori anomali registrati per brevi periodi che invece sono più facilmente mitigati dal calcolo della media mobile trentennale.

I decenni più caldi e più freddi

Il decennio nel quale si sono concentrate le temperature massime è stato nettamente il  2000-09, con il 61,5% dei record termici, mentre la concentrazione degli anni più freddi si è distribuita in tre decenni (1940-49 con il 22% delle stazioni, 1881-89 con il 20% e 1890-99 con il 18%). Si evince, da questo primo parametro considerato, che i record termici negativi sono stati registrati all’inizio del periodo di misura considerato mentre i record positivi negli ultimi anni di misura, evidenziando una chiara tendenza al riscaldamento del continente europeo.

Gli anni più caldi e più freddi

L’anno più caldo, in accordo con il precedente paragrafo, è risultato nettamente il 2007, con il 40% delle stazioni che hanno fatto registrare il record positivo in questa annualità; di contro, il  quadriennio 2008-2011 è risultato in media con gli altri anni monitorati. Gli anni più freddi, invece, sono risultati il 1881 (in accordo con quanto descritto nel precedente paragrafo) ed il 1956 (notoriamente un anno gelido per il vecchio continente) con il 12% delle stazioni che hanno fatto registrare il minimo termico in queste annualità. In nessun caso, è stato registrato il record termico negativo nel periodo che va dal 1994 al 2011.

La variazione della temperatura con il metodo della interpolazione lineare

Nell’86% delle stazioni è stato registrato un aumento nel periodo 1881-2011, una percentuale che oggettivamente lascia pochi dubbi circa una tendenza al riscaldamento in Europa, confermato dal fatto che solo nel 2% dei casi è stata registrata una diminuzione. L’incremento termico medio è stato notevole e pari a 0,96 °C con gli estremi rappresentati dalle stazioni di Mosca, Russia (+2,92 °C) e di Palma di Maiorca, Spagna (-0,96 °C).

La variazione della temperatura con il metodo della media mobile trentennale

Anche il calcolo con questo metodo conferma quanto evidenziato nel precedente paragrafo: nell’84% delle stazioni è stato rilevato un aumento e solo nel 2% dei casi una diminuzione. L’incremento termico medio è stato pari a 0,86 °C e gli estremi sono stati registrati sempre a Mosca, Russia (+2,30 °C) e a Palma di Maiorca (-0,96 °C).

La tendenza rispetto al periodo 1881-2010

Nel periodo 1881-2010 la variazione è stata pari a 0,94 °C (metodo della interpolazione lineare) e 0,84 °C (metodo della media mobile trentennale): ne consegue che nel periodo 1881-2011 si è registrato un ulteriore incremento di 0,02 °C rispetto al periodo 1881-2010.

Conclusioni

In Europa nel periodo 1881-2011 si registra una chiara tendenza al riscaldamento con valori inequivocabili e prossimo ad 1 °C. Nella quasi totalità delle stazioni è stata registrata una temperatura in aumento e tale tendenza, già rilevata per il periodo 1881-2010, mostra per il periodo 1881-2011 chiare conferme.

Riccardo Viselli, Direttore scientifico CRC (www.climatologia.eu)

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