Riscaldamento America settentrionale: +0,80°C dal 1881

In rosso aumenti > 0,3 °C; in verde variazioni comprese tra -0,3 e 0,3 °C

In questo secondo articolo dedicato al continente nordamericano, considerando lo stesso campione del primo (36 stazioni di misura delle temperatura della bassa atmosfera ubicate in America settentrionale, fonte dei dati è il Goddard Institute for Space Studies della Nasa –  www.giss.nasa.gov – e le stazioni considerate sono solamente quelle che hanno iniziato a registrare i dati nel quinquennio 1881-85, sono tuttora in funzione e mostrano interruzione continuative non superiori a 20 anni), vengono analizzate le variazioni di temperature registrate nel periodo 1881-2011. Convenzionalmente, si considereranno in aumento le temperature delle stazioni in cui le variazioni saranno state superiori a 0,30 °C, in diminuzione le temperature delle stazioni in cui le variazioni saranno state inferiori a -0,30 °C e invariate le temperature in tutti gli altri casi.

I metodi di calcolo utilizzati

Per quantificare le variazioni delle temperature sono stati utilizzati tre metodi: variazione della media mobile trentennale, variazione della retta di interpolazione lineare e variazione della stazione unica virtuale risultante dalla media, anno per anno, dei dati delle 36 stazioni. E’ bene evidenziare che il primo metodo, solitamente, restituisce variazioni più contenute rispetto al secondo in quanto la retta di interpolazione lineare può essere condizionata da valori anomali registrati per brevi periodi che invece sono più facilmente mitigati dal calcolo della media mobile trentennale. E’ anche da evidenziare che il terzo metodo mostra diverse approssimazioni dovute al fatto che negli anni in cui non sono stati registrati i dati è stata considerata la media della stazione.

I decenni più caldi e più freddi

I decenni nei quali si sono concentrate le temperature massime sono il 1920-29, il 1930-39 e il 1990-99 con il 19% dei record termici: questo dato merita una certa considerazione in ragione del fatto che una grande concentrazione di record termometrici si verifica in un ventennio (1920-39) in cui l’impatto antropico era verosimilmente trascurabile rispetto all’attuale. La concentrazione degli anni più freddi si è distribuita nettamente nel primo decennio di misurazione(1981-89 con il 40% delle stazioni). Si evince, da questo primo parametro considerato, che i record termici negativi sono stati registrati all’inizio del periodo di misura considerato, mentre i record positivi nella parte mediana della serie temporale considerata.

Gli anni più caldi e più freddi

Gli anni più caldi, in accordo con il precedente paragrafo, sono risultati il 1921 ed il 1934, con il 14% delle stazioni che hanno fatto registrare il record positivo in queste annualità; non  trascurabile è il valore del 2011, con l’11% dei record positivi (analogamente al 1987 ed al 1998). L’anno con più record negativi, invece, è risultato il 1884 (in accordo con quanto descritto nel precedente paragrafo) con il 24% delle stazioni che hanno fatto registrare il minimo termico in questa annualità. In nessun caso, è stato registrato il record termico negativo nel periodo che va dal 1986 al 2011.

La variazione della temperatura con il metodo della interpolazione lineare

Nel 67% delle stazioni è stato registrato un aumento nel periodo 1881-2011, una percentuale che oggettivamente lascia pochi dubbi circa una tendenza al riscaldamento in America settentrionale, confermato dal fatto che solo nel 3% dei casi è stata registrata una diminuzione. L’incremento termico medio è stato notevole e pari a 0,82 °C con gli estremi rappresentati dalle stazioni di Fargo, North Dakota (+2,17 °C) e di Mazatlan, Messico (-0,33 °C).

La variazione della temperatura con il metodo della media mobile trentennale

Anche il calcolo con questo metodo conferma quanto evidenziato nel precedente paragrafo: nel 75% delle stazioni è stato rilevato un aumento ed in nessun caso una diminuzione. L’incremento termico medio è stato pari a 0,77 °C e gli estremi sono stati registrati sempre a Fargo, North Dakota (+1,87 °C) e a Mazatlan, Messico (-0,21 °C).

La variazione della temperatura con il metodo della stazione virtuale unica

Anche il calcolo con questo metodo conferma quanto evidenziato nel precedente paragrafo: la variazione della media mobile trentennale della stazione unica è stata pari a +0,74 °C e la variazione della retta di interpolazione lineare è stata pari a +0,80 °C. Questo metodo evidenzia inoltre che, dopo la diminuzione continua registrata nel triennio 2007-2009, nel 2010 si è avuta una netta ripresa delle temperature ed il trend è stato nuovamente invertito nel 2011. Nei prossimi anni sarà interessante verificare se la tendenza mostrata dal 2007 ed interrotta solo dal 2010 verrà confermata.

La tendenza rispetto al periodo 1881-2010

Nel periodo 1881-2010 la variazione è stata pari a 0,82 °C (metodo della interpolazione lineare) e 0,76 °C (metodo della media mobile trentennale): ne consegue che nel periodo 1881-2011 si è registrato un ulteriore incremento di 0,01 °C rispetto al periodo 1881-2010 utilizzando il metodo della media mobile ed una sostanziale stabilità utilizzando il metodo della retta di interpolazione lineare.

Conclusioni

In America settentrionale nel periodo 1881-2011 si registra una chiara tendenza al riscaldamento con valori inequivocabili e prossimi ad 1 °C. Nella quasi totalità delle stazioni è stata registrata una temperatura in aumento e tale tendenza, già rilevata per il periodo 1881-2010, mostra per il periodo 1881-2011 chiare conferme.

Riccardo Viselli, Direttore scientifico CRC (www.climatologia.eu)

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