L’indice AO nell’inverno 2011-2012

INDICE AO  Breve analisi dell’indice teleconnettivo nell’inverno tra 2011 e 2012.

L’indice AO è molto utilizzato per determinare le tendenze meteorologiche nonché per avere un’idea dello stato della circolazione alle medie latitudini, ovvero se si è maggiormente in regime di zonalità (AO positiva) o se prevalgono gli scambi energetici lungo i meridiani (AO negativa). La sua utilità risulta maggiore nelle stagioni fredde e diventa marginale durante l’estate.

Questi “indici teleconnettivi” hanno la caratteristica di oscillare nel tempo a causa della natura intrinseca dell’atmosfera e della sua capacità di ripetere certi meccanismi attraverso la presenza di vere e proprie “onde”. Di conseguenza dare “un’occhiata” a quando è avvenuto nel passato ci permette di comprendere quali sono questi meccanismi e una volta che si raggiunge un buon bagaglio personale di esperienze sarà possibile elaborare anche delle tendenze per il lungo termine.

Indice AO dal Novembre 2011 a Marzo 2012

Indice AO dal Novembre 2011 a Marzo 2012

Elaborando i dati dell’ultima stagione possiamo ritrovare alcune particolarità che l’hanno contraddistina anche a livello storico.

Partendo dal 16 Novembre scorso, abbiamo notato la presenza di un ciclo particolare, il quale mostra valori bassi o neutri intorno alla metà di ogni mese (si guardi la figura a tal proposito) e valori in genere più alti a cavallo tra la fine del mese e l’inizio di quello successivo. Questo è di per sé già un buon meccanismo che, se ben individuato durante la stagione, può permettere di elaborare una tendenza a più settimane. Sia chiaro: una tendenza che riguarda la particolare predisposizione delle configurazioni bariche a prediligere flusso zonale o meridiano e/o favorire incursioni più fredde sui comparti europei. Capire, in seguito, se un nucleo freddo o generalmente instabile colpirà più l’Europa Occidentale o quella Centrale è un altro paio di maniche.

Guardando con più attenzione ogni singolo ciclo si noterà la presenza di “sotto cicli”, ovvero cicli comunque presenti che si sovrappongono a quello più importante ma con un’ampiezza di oscillazione minore.

Il secondo “sotto ciclo”, seconda armonica o seconda frequenza più importante è quella che permette durante il ciclo di 14-16 giorni di tornare momentaneamente verso valori bassi o neutri e ha un periodo di 7-8 giorni. Questa oscillazione è tale, quindi, da non permettere l’uscita dal regime in cui il ciclo è immerso, il quale regime può essere positivo o negativo.

L’unico periodo di regime negativo è quello partito nell’ultima decade di Gennaio ed è terminato verso la fine della prima decade di Febbraio, coincidendo con l’ondata storica di gelo. Difatti, è proprio con la AO fortemente negativa che si possono permettere scambi meridiani così intensi da portare gelo e nevicate così importanti.

Certo è che l’analisi delle frequenze nel tempo (analisi di wavelet) permetterebbe di capire se certi meccanismi siano “stazionari” o meno e quindi se si prestino a elaborazioni di tendenze generali, ovvero se richiamano peculiarità tipiche di questa oscillazione atlantica.

 

A cura di Giancarlo Modugno


Articolo di Giancarlo Modugno


Ultime notizie Leggi tutte


Meteo Protezione Civile: forte maltempo domani, temporali e vento forte

Tempesta di vento in Svizzera: uccisa dalla caduta di un albero una donna

Dissesto idrogeologico: sempre più fragile il territorio della Bergamasca

MALTEMPO: ecco dove colpirà maggiormente tra venerdì 15 e sabato 16 dicembre
Temperature e precipitazioni: l’andamento nei prossimi 10 giorni settore per settore

COMMENTS


Servizi Meteo per Siti - Staff - Cookie-policy - Contatti