Nebbia da avvezione sul Tirreno tra Liguria, Toscana e Campania

Nebbie da Avvezione 16 Marzo 2012

Nebbie da Avvezione 16 Marzo 2012

La nebbia da avvezione è stata trattata in un precedente articolo (“La Nebbia: un fenomeno tipico degli inverni italiani“).

In situazioni di alta pressione è lecito pensare che si possa formare la nebbia. Tuttavia, sebbene l’anticiclone stia stazionando da circa 10 giorni, non è detto che la nebbia possa formarsi. Difatti, nella gran parte di questi dieci giorni oltre all’alta pressione ha prevalso anche una ventilazione abbastanza sostenuta con aria abbastanza secca e questo ha inibito la nascita del fenomeno. Negli ultimi giorni, invece, la ventilazione si è attenuata notevolmente e ha riportato la riduzione della visibilità in alcuni punti anche notevole.

 

Webcam sull'Autostrada nei pressi di Barberino, vicino Firenze (Copyright Società Autostrade per l'Italia)

Webcam sull’Autostrada nei pressi di Barberino, vicino Firenze (Copyright Società Autostrade per l’Italia)

Ecco cosa si poteva osservare questa mattina nella rete di webcam delle Autostrade.

La forte riduzione della visibilità oggi è stata segnalata su molte zone: delta del Po, ravennate, Firenze, lucchese, pianure pisane, litorale toscano, in gran parte del Lazio, sulle coste campane, nell’aretino, nel trevigiano e padovano; nubi basse anche sulla Liguria.

Nell’immagine da satellite (canale del visibile) si possono ritrovare le nebbie. La particolarità è che la maggior parte di esse arrivano proprio dal mare e lasciano pensare quindi a nebbie da avvezione. In Liguria questo fenomeno è molto comune e porta quindi alla formazione di nubi molto basse che si “adagiano” sui rilievi, i quali praticamente si dispongono quasi sulla costa.

Anche in Toscana e sulle coste del Lazio è un fenomeno tipico e solitamente le nebbie possono persistere fino alla tarda mattinata per poi diventare nubi medie e dissolversi lentamente ritrovandosi magicamente col cielo sereno.

 

 

Queste mappe sono molto “delicate”, ovvero necessitano sempre di una buona interpretazione basata su ragionamenti ed esperienza. Tutto ciò in quanto vale lo stesso discorso degli indici temporaleschi: bisogna sempre valutare in base alla zona e alla stagione, nonché alla percentuale di riuscita previsionale per ogni tipo di pattern considerato.

Un esempio è dato semplicemente da quello che vedete dal satellite e quello previsto dalla prima mappa: sono riconoscibili i “pattern” dei banchi di nebbia sulla Toscana, Liguria e Campania nonché sulle coste dell’Emilia Romagna. Invece sul Piemonte centrale è previsto un nucleo anche intenso ma non trova riscontro pratico nell’immagine satellitare. Quindi si ponga sempre attenzione e si osservi per un lungo periodo di tempo il comportamento di una variabile di previsione.

Nella seconda mappa di previsione (per domattina presto) risalta all’occhio il forte “nucleo nebbioso” sulle coste campane che molto probabilmente si avvicinerà alla costa penetrando verso l’interno, proprio come stamattina (quindi in genere se notate che un pattern è già avvenuto nell’immediato allora vi è un’alta probabilità che si ripeta subito se le condizioni sinottiche sono stazionarie).



Articolo di Giancarlo Modugno

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