La rimonta subtropicale, il caldo africano

 In un precedente articolo abbiamo visto le caratteristiche dell’anticiclone delle Azzorre, vediamo insieme cosa accade nel caso di una rimonta subtropicale.

Rimonta subtropicale: effetti importanti e caldo africano

La storia cambia se si parla del caldo di origine africana. Questa volta non è detto che la struttura barica si ripeta anche al suolo, anzi questa viene osservata veramente di rado. Il “core” risiede nella forte subsidenza dall’alto, causata per l’appunto dall’arrivo di aria molto calda dall’Africa con il trasporto sud-occidentale della massa d’aria. L’aria è così calda che spesso si superano addirittura i 6000 m di altezza di geopotenziale a 500 hPa, considerando che in Inverno alle nostre latitudini si può andare anche al di sotto di 5200 m. Questo “divario” è importante se si considera che la temperatura media dello strato atmosferico dipende essenzialmente dal suo spessore, indi per cui direttamente dall’altezza di geopotenziale.

Nucleo più basso, aria caldissima fino all’Italia o alla Spagna.

Solitamente è possibile ritrovare il massimo di pressione molto più a Sud rispetto a quello dell’alta pressione delle Azzorre e a comunque con valori non elevatissimi (una decina di mb in media in meno dal massimo azzorriano). Il massimo “basso” in senso latitudinale fornisce una buona spinta all’aria calda per arrivare fino alla nostra Penisola.

L’aria che arriva presenta temperature a 850 hPa decisamente più alte rispetto a quelle dell’Azzorriano anche di una decina di gradi (si confrontino a tal proposito le due mappe a destra, la prima in alto e la  seconda in basso); il problema è che l’aria calda africana permette il raggiungimento di temperature così alte da superare i 40°C in alcune zone strategiche, come la Puglia settentrionale (Tavoliere delle Puglie), il catanese e gran parte della Sicilia, il potentino settentrionale, la Sardegna occidentale e la Calabria.

Circolazione debolissima, afa insopportabile ma i temporali sono sempre dietro l’angolo

Purtroppo la circolazione è estremamente debole e rischia ogni volta di portare già dopo due giorni un senso di afa insopportabile, soprattutto nelle zone lontane dal mare e dove la temperatura è più alta. Si nota dall’immagine qui in basso a sinistra che il campo barico è pressocché livellato e questo permette appunto il ristagno dell’umidità nei bassi strati.

La circolazione media che si viene a creare appare molto simile a quella di una struttura calda prefrontale, la quale quindi mostra altezze di geopotenziale molto più basse al Nord Italia, dove si possono ritrovare formazioni temporalesche anche per moltissimi giorni di seguito (soprattutto durante il pomeriggio con estensione in serata) a causa principalmente del maggiore afflusso di aria fresca in quota ma soprattutto della forte componente orografia; naturalmente ci pensa il ristagno dell’umidità a fornire una grande quantità di energia così da formare temporali grandigeni molto intensi. Invece, nel caso dell’anticiclone delle Azzorre i flussi sono mediamente con una forte componente zonale e quindi tutte le Regioni sono trattate in maniera uguale.

Rimonta di matrice subtropicale

Rimonta di matrice subtropicale

Temperature  a 850 hPa durante un episodio di rimonta subtropicale

Temperature a 850 hPa durante un episodio di rimonta subtropicale

 A cura del Dr. Giancarlo Modugno


Articolo di Giancarlo Modugno


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