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La previsione del tempo: cos’è? Guida alla lettura meteorologica


     


PREVISIONI METEO. Una piccola guida alla lettura delle previsioni del tempo

Il mondo del web come fulcro per la diffusione della meteorologia tra gli appassionati

Troverete mille siti web su internet che vi spiegheranno (o per lo meno ce la metteranno tutta) come fare le previsioni del tempo o le analisi meteorologiche di base. Questa grande quantità di istruzioni è dovuta alla grande diffusione che ha avuto il mondo della meteorologia tra gli appassionati attraverso internet e ai primi manuali in italiano pubblicati negli ultimi 10 anni. Naturalmente il passo dal copia incolla al web è breve e quindi per questo ognuno si sente di poter dire la sua, prendendo ora da qui e ora da lì qualche frase dai manuali di cui conoscono già l’efficacia comunicativa. Nella realtà effettuare una previsione del tempo è un vero e proprio lavoro, soprattutto nel momento in cui da un’analisi così dipende la sicurezza, la vita e, duole dirlo, anche i soldi delle persone.

Primo articolo di questa rubrica su come leggere le previsioni del tempo

In questo primo articolo, tuttavia, non parleremo di come si elabora una previsione meteo (anche perché ne parleremo largamente nelle prossime settimane, intanto vi rimandiamo alla nostra rubrica “Corso Meteo“, dove insieme alle “istruzioni” vi mostriamo anche qualche caso pratico come esempio), bensì cercheremo di far chiarezza su “come si legge” una previsione meteo, che è la maggiore ragione per cui si tende a screditare questa scienza (insieme al fatto che molti cerchino di esercitarla invano).

La previsione del tempo, nulla a che fare con la sfera di cristallo

La previsione del tempo, nulla a che fare con la sfera di cristallo

Cos’è la previsione del tempo?

Per capire cos’è la previsione del tempo occorrerebbe fare un salto nel passato e studiarne la sua storia. Senza divagare troppo, possiamo riassumerla con la volontà dell’essere umano di poter guardare cosa lo attende più in là nel futuro. Il passaggio dal verbo “guardare” a “prevedere” o “predire” è breve ma sottile: nel momento in cui si “guarda” qualcosa è necessario che la stessa sia presente e osservabile; nel momento in cui si vuole “prevedere“, invece, non si ha alcuna coscienza della situazione ma solo la possibilità di poter individuare nella propria mente uno schema che porti a quella stessa situazione, che sia meteorologia o meno; la previsione può o meno implicare la “predizione” (ognuno è libero di tenersi le previsioni per sé!).

Le previsioni esatte non esistono ma la meteorologia non è una scienza inesatta!

Potendo utilizzare questa prima definizione è ben comprensibile il fatto che la “previsione” di per sé non potrà mai risultare completamente aderente alla realtà (e già il concetto di realtà è qualcosa di molto approssimativo, soprattutto alla luce delle scoperte quantistiche), in particolare perché lo schema mentale o matematico può essere errato, imparziale o incompleto. Anche se fosse “completo”, questo schema (che non è altro che il modello) sarà sempre condizionato dall’intrinseco limite di predicibilità del sistema, quest’ultimo a sua volta dipendente dal “modo” in cui si vuole prevedere.

Quando una scienza si dice esatta?

Questo tuttavia non significa che la scienza della meteorologia sia inesatta: si fa molta confusione tra i risultati finali che elaboriamo (frutto di tutto un lungo procedimento) e quella che è la fisica che c’è dietro, fatta di leggi ed esperimenti.  Bisognerebbe fare una puntualizzazione: l’etimologia di “esatto” è “conforme al vero” e il vero non è altro, in filosofia, ciò che esiste ed è individuabile attraverso un processo di misurazione (anche la vista è uno strumento). Allora la fisica dell’atmosfera e quindi la meteorologia hanno pieno diritto di essere catalogate come scienze esatte perché effettivamente vi è la possibilità di elaborare leggi precise deterministiche che spieghino ciò che avviene, seppur con le dovute ipotesi del caso.

I vari dizionari si riferiscono a “scienza esatta” quando vi è la possibilità di effettuare un calcolo “certo” ma a quel punto nessuna scienza potrebbe definirsi tale in quanto il numero preciso di qualsiasi misurazione non sarà mai identificabile se non come approssimazione. Allora sarebbe meglio distinguere tra scienze approssimate e non.

In Inghilterra due parole diverse per la parola “tempo”

In molti sapranno che in inglese la parola “time” sta a indicare il “tempo cronologico” e la parola “weather” il “tempo meteorologico“. Molti significati si possono attribuire al verbo “to weather”: logorarsi, alterare, stagionare, consumare, sopportare e persino resistere; sono tutti verbi che ci fanno pensare subito alle variazioni meteorologiche se ci facciamo caso.

La parola “meteo” o meglio “meteorologia” deriva dal greco e significa “discorso sulle meteore“, ovvero la trattazione che parla degli oggetti naturali che cadono dal cielo.

Cosa prevedono i meteorologi?

Fatto questo lungo preambolo, bisogna chiarire a cosa ci si riferisca quando si vuole effettuare una previsione del tempo. Qui entrano in gioco i concetti di spazio e tempo, le quali applicazioni saranno oggetto di discussione del prossimo articolo.

A ogni modo, ora possiamo capire che il meteorologo effettua un’analisi in base alla propria capacità di interpretare lo stato e l’evoluzione atmosferica per poter carpire dove porterà quest’ultima e poterne esplicare le caratteristiche principali. A seconda di ogni previsione, quindi, bisogna saper individuare il giusto canale comunicativo, una specie di codice, per poter capire i limiti e le potenzialità di quanto è stato elaborato: purtroppo e meno male esistono più canali comunicativi e li vedremo nei prossimi articoli.

A cura del Dr. Giancarlo ModugnoArticolo a cura di Giancarlo Modugno