Clima: il 2011 l’anno degli eventi estremi, continua il Global Warming

Cambiamenti climatici 2011: indicatori climatici pessimistici, continua il global warming. Report di 378 scienziati dal mondo.

2011 Anno “relativamente freddo” ma sopra la media trentennale: grossi eventi estremi nel mondo

Il 2011 è stato l’anno più freddo dal 2008, anche se le temperature rimangono ancora sopra la media degli ultimi 30 anni, secondo il report rilasciato dalla NOAA il mese scorso. Il report è stato elaborato da 378 scienziati provenienti da 48 Paesi nel mondo.

Secondo Kathryn D. Sullivan (NOAA), il 2011 verrà ricordato come un anno dagli eventi estremi, sia negli Stati Uniti sia nel mondo intero (e noi italiani ne sappiamo qualcosa): “ogni evento meteorologico accaduto ora prende piede in un contesto di cambiamento globale; questo report annuale permette a scienziati e cittadini di analizzare meglio il contesto e prepararsi a ciò a cui stiamo andando incontro“.

La Niña è legata al raffreddamento periodico delle acque equatoriali del Pacifico orientale (fonte  NOAA Climate Portal)

La Niña è legata al raffreddamento periodico delle acque equatoriali del Pacifico orientale (fonte NOAA Climate Portal)

Tutta colpa de La Niña

In particolare è stato l’evento legato a La Niña a influenzare il clima regionale e molti degli eventi meteorologici estremi durante l’anno. Con le temperature sotto la media sul Pacifico equatoriale orientale abbiamo visto ondate di siccità estreme nell’Africa Orientale, nel sud degli Stati Uniti e nel Nord del Messico; La Niña ha contribuito anche alla formazione di cicloni tropicale oltre la media nel bacino del Nord Atlantico e sotto la media nel Pacifico Nord-Orientale; infine, è stata associata anche al periodo più umido in Australia con piogge abbondanti.

Problemi anche nell’Artico

L’Artico, intanto, continua a mostrare il più rapido cambiamento rispetto al resto del pianeta: i ghiacci si sono portati al secondo più basso “minimo estivo” e comunque i ghiacciai nel resto del mondo hanno continuato a perdere massa, soprattutto in Canada.

Quali sono stati i cambiamenti climatici del 2011?

Il report mostra 43 indicatori climatici utilizzati per identificare i cambiamenti climatici e i trend nel sistema climatico globale. Questi indicatori contengono concentrazione dei gas serra, temperature della bassa e alta atmosfera, copertura nuvolosa, temperatura sulla superficie terrestre, livello dei mari, salinità oceanica, estensione dei ghiacci e copertura nevosa. Ogni indicatore include migliaia di misurazioni da diversi dataset indipendenti.

I risultati principali: in che modo il clima sta cambiando?

Continua il riscaldamento globale. Quattro diversi dataset mostrano che il 2011 è stato il 15esimo anno più caldo da quando si hanno registrazioni (19esimo secolo), con la temperatura media annuale sopra la media del 1981-2010, ma più freddo del 2008. L’Artico ha continuato a riscaldarsi due volte più velocemente rispetto al resto del mondo e al polo opposto le stazioni meteo hanno registrato il loro valore più alto a Natale con -12.28 °C (record precedente -13.39 °C).

Gas serra alle stelle. Anidride carbonica, metano e protossido di azoto continuano a crescere. Per la prima volta la CO2 è arrivata a una media di 390 ppm per la prima volta, 2.10 in più rispetto all’anno prima. Non c’è evidenza, inoltre, di un incremento naturale dell’emissione di metano nell’Artico nell’ultima decade.

Cambiamenti climatici 2011

Cambiamenti climatici 2011

Estensione dei ghiacci artici in crisi.L’estensione è stata sotto la media per tutto il 2011. Sia il massimo di estensione (5.65 milioni di miglia quadrate il 7 Marzo) sia il minimo (1.67 milioni di miglia quadrate, 9 Settembre) sono stati i valori più bassi registrati nell’era dei satelliti.

Livello dell’ozono nell’Artico in diminuzione. Nell’alta atmosfera le temperature tropicali stratosferiche sono state più alte della media mentre le temperature polari stratosferiche sono state più basse durante i primi mesi invernali. Tutto ciò ha portato alla più bassa concentrazione di ozono nella bassa stratosfera artica da quando si hanno registrazioni (1979) con più dell’80% di ozono tra i 17 e i 19 km di altitudine distrutto dalla fine di Marzo, incrementando la radiazione ultravioletta in superficie.

Temperature superficiali marine e contenuto energetico oceanico in aumento. Con la Nina le temperature globali superficiali marine sono state al 12esimo posto nella classifica dei record. Il contenuto energetico oceanico misurato fino a circa 700-800 mt di profondità ha continuato ad aumentare (le misurazioni sono iniziate nel 1993).

Salinità oceanica in crescita. Continua a salire la salinità con gli oceani che si rivelano più salati rispetto alla media a causa dell’alta evaporazione ma meno salati naturalmente nelle aree con alte precipitazioni (sud Pacifico tropicale).

Il report completo può essere scaricato qui.

A cura del Dr. Giancarlo Modugno


Articolo di Giancarlo Modugno


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