El nino:genesi e formazione del fenomeno (parte 3)

El nino:genesi e formazione del fenomeno.

Come annunciato nella prima parte, ho deciso di dividere l’articolo in più blocchi in quanto per una migliore conoscenza della genesi di questo fenomeno c’è bisogno di conoscere antecedentemente alcuni argomenti fondamentali come: L’irraggiamento solare e la circolazione a scala globale (parte 1), teoria di Ekman e fenomeno dell’up welling (parte 2). Argomenti molto importanti in quanto la combinazione di questi elementi portano alla genesi del  fenomeno di El Nino. Oggi andremo a trattare la parte che riguarda la formazione del fenomeno di El nino, nella prossima e ultima parte parleremo della sua propagazione e degli effetti che esso porta.

Dopo la lettura della prima e seconda  parte dovrebbero essere tutti in grado di capire cosa sto per dire, (se non lo è commentate sotto e vi saranno dati ulteriori chiarimenti). Abbiamo visto che l’irraggiamento solare provoca una diversa distribuzione dell’energia e quindi del calore che la radiazione solare trasporta. Gli squilibri termici che si vengono a creare tra l’equatore e i poli vengono bilanciati da un sistema atmosferico e oceanico di correnti chiamato Circolazione globale a grande scala. In particolar modo a noi interessa la fascia equatoriale dove grazie alla cella di Hadley abbiamo la formazione dei venti Alisei.

trasporto diekman

www.ismar.cnr.it

Gli alisei sono dei venti più o meno  intensi che possono subire delle variazioni d’intensità. Questi venti nell’emisfero boreale spirano da Nord-Est verso Sud-Ovest,e nell’emisfero australe da Sud-Est verso Nord-Ovest. Di conseguenza il trasporto di Ekman sarà diretto 90° a destra nell’emisfero Nord e 90° sinistra nell’emisfero Sud. 

el nino,la ninaIn questo modo il trasporto di Ekman porta grosse masse d’acqua superficiali del Pacifico verso il largo rispetto la costa Ovest del Sud America, in particolar modo dalle coste di Perù ed Ecuador, determinando forti fenomeni di up welling e quindi di un raffreddamento delle acque superficiali accompagnato da un forte aumento dei nutrientiNello stesso tempo determina un accumulo di acque calde superficiali ad Ovest, accumulo che in alcuni casi può far registrare variazioni della superficie libera anche di 50 cm rispetto le coste del Perù. Queste possono essere considerate condizioni normali in cui gli alisei hanno un’intensità nella media, quando si ha un’accentuazione di questa fase abbiamo forti  episodi di Nina, . Nel caso opposto abbiamo che si verifica un indebolimento degli alisei, come conseguenza abbiamo il ritorno della massa d’acqua precedentemente spostata ad Ovest verso Est, determinando il blocco degli up welling e un riscaldamento nelle acque antistanti l’Ecuador e il Perù, si viene a determinare così la fase di El nino.

Qui si conclude  la terza parte, nella prossima e ultima parte parleremo di come avviene la propagazione di questo fenomeno e delle principali conseguenze atmosferiche che esso porta.

 


Articolo di Luca Mennella

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