Tempesta mediterranea in formazione: ma diventerà un uragano?

Sul Tirreno si sta realizzando un sistema instabile molto particolare, che formerà probabilmente un Mediterranean Tropical Storm: ma diventerà veramente un uragano o no?

Cercando di essere più concisi possibile lasciando “parlare” le immagini, illustriamo la situazione sinottica con alcuni accenni alla previsione dinamica dei prossimi giorni. Stiamo veramente andando incontro all’arrivo di un uragano?

Situazione sinottica 2 Settembre 2012, vortice nel Mediterraneo

Analizzando la Fig. 1, notiamo la presenza di un campo anticiclonico sull’Atlantico ma soprattutto la chiusura della circolazione in quota (cut-off) e delle relative isoterme sul Mar Mediterraneo (a Nord Ovest della Sardegna). Si noti che il minimo al suolo non è in fase con il nucleo termico in quota, il quale presenta temperature di circa 8-10°C.

Come vedremo più avanti è un altro minimo barico al suolo quello più interessante: quello indicato con una piccola L sulla Sicilia settentrionale (Fig 1).

Carta sinottica sull'Europa 2 Settembre 2012, vortice sul Mediterraneo

Fig 1. Carta sinottica sull’Europa 2 Settembre 2012, vortice sul Mediterraneo

Situazione e immagini dal satellite: ecco la banda nuvolosa instabile

RGB Natural Color, EUMETSAT. Si noti come il sistema nuvoloso ricordi la forma della struttura orientale di una saccatura

Fig. 2. RGB Natural Color, EUMETSAT. Si noti come il sistema nuvoloso ricordi la forma della struttura orientale di una saccatura

RGB EUMETSAT. A Ovest della Sardegna forte rovesciamento di aria secca stratosferica

Fig. 3. RGB EUMETSAT. A Ovest della Sardegna forte rovesciamento di aria secca stratosferica

Uno sguardo al satellite. L’analisi dell’RGB permette di distinguere bene le varie masse d’aria: nell’immagine a sinistra (Fig. 2) si analizza in particolare la temperatura delle nubi, più fredde (alte e/o spesse) se tendenti all’azzurro-celeste e più calde (quindi basse) se tendenti al bianco. Il sistema presenta una lunga striscia nuvolosa che parte dalla Tunisia, passa per la Sicilia e il Tirreno e termina sul Nord Ovest italiano. Questo “fronte” si presenta a Est dell’asse immaginario che divide in due il minimo barico, ovvero proprio dove vi è la maggiore vorticità e velocità verticali positive.

Occhio… al minimo, ma non solo!

A Ovest di questa struttura vi è il minimo barico, per la precisione sulla Sardegna, come mostra la mappa sinottica (fig.1). In questa zona vi è anche lo sprofondamento di aria stratosferica più secca, mostrato dall’analisi dell’RGB in fig.3 (tonalità rossastre), ma si notano sistemi a più celle convettive, in particolare a Est delle Baleari.

Una seconda analisi mostra la separazione tra l’arco nuvoloso più grande sul Tirreno e il sistema a più celle che parte dalla Tunisia meridionale e arriva sulla Sicilia meridionale: è proprio questo il punto su cui ci focalizzeremo nel seguito dell’analisi.

Temperature superficiali marine: quando si accumula calore in Estate

Temperature del Mar Mediterraneo al 2 Settembre 2012, fonte INGV

Fig 4. Temperature del Mar Mediterraneo al 2 Settembre 2012, fonte INGV

Non è previsto, da giorni, un repentino cambio della circolazione quindi il vortice è “stabile”, ovvero non si muove da lì, e dovrà pur prendere energia da qualche parte. Viene in soccorso l’analisi delle temperature superficiali marine: alla fine dell’Estate meteorologica (conclusasi il 31 Agosto 2012) queste temperature sono abbastanza elevate, come mostra la figura 4: in particolare si notano valori intorno ai 24-26°C dove è localizzato il minimo barico, mentre temperature più elevate sono presenti sulle coste della Sardegna Orientale ma soprattutto intorno alla Sicilia, dove i valori arrivano fino a circa 30°C.

Temperature in quota crollate in due giorni

Bisogna aggiungere che il gradiente termico tra le temperature superficiali marine e la temperatura della bassa troposfera (come riferimento prenderemo la superficie barica a 850 hPa) sono crollate nel giro di due giorni nell’area delle Baleari: soltanto il 30 Agosto serpeggiava una  +20°C che abbracciava anche la Sardegna, il 31 Agosto siamo passati a una +15°C, il 1° Settembre +10°C e il 2 Settembre siamo arrivati a 8°C. Una diminuzione di ben 12°C con un gradiente termico mare-aria di circa 17°C.

La previsione per il 3 Settembre: profondo minimo in formazione sul Basso Tirreno

Radar Protezione Civile ore 16.30 2 Settembre 2012, attenzione al nucleo in arrivo sulla Sicilia

Fig 5. Radar Protezione Civile ore 16.30 2 Settembre 2012, attenzione al nucleo in arrivo sulla Sicilia

Questa è l’immagine radar fornita dal sito della Protezione Civile, focalizzata sulla Sicilia. Ci concentriamo qui perché ne dipende gran parte dell’evoluzione dei giorni successivi.

Cosa sta succedendo? Quel nucleo che abbiamo individuato nell’analisi satellitare e che mostrava un distaccamento rispetto al fronte è estremamente importante e ricorda vagamente quanto avvenuto in occasione dell’Uragano Maria il 25-26 Settembre 2006. Nel dettaglio, l’analogia sta nel fatto che a scala sinottica vi era un affondo freddo sul Mediterraneo (6 anni fa era più traslato a Est) e che i flussi settentrionali hanno portato alla formazione di un minimo locale sottovento ai rilievi tunisini; questo minimo locale a mesoscala è stato trasportato dal flusso medio a scala sinottica verso Nord Est, nel “Canale di Sicilia“, intensificandosi a causa dell’attivazione di correnti convettive favorite dalle alte temperature marine.

I rilievi tra Tunisi e la provincia di Tébessa hanno innescato un minimo orografico traslato verso Nord Est

Fig 6. I rilievi tra Tunisi e la provincia di Tébessa hanno innescato un minimo orografico traslato verso Nord Est

Ecco dove si forma il minimo del Mediterranean Tropical Storm: a Nord della Sicilia

Altezza di Geopotenziale e isoterme a 500 hPa, pressione al suolo CentroMeteo.com. Si noti il minimo sulla Sardegna e quello sulla Sicilia

Fig 7. Altezza di Geopotenziale e isoterme a 500 hPa, pressione al suolo CentroMeteo.com. Si noti il minimo sulla Sardegna e quello sulla Sicilia

Umidità a 700 hPa, alt. di geopotenziale e venti in m:s. Si noti il forte nucleo umido sulla Sicilia settentrionale

Fig 8. Umidità a 700 hPa, alt. di geopotenziale e venti in m:s. Si noti il forte nucleo umido sulla Sicilia settentrionale

Come 6 anni fa, quindi, siamo in presenza di un flusso medio ciclonico attorno al quale si muove un minimo barico più veloce, il quale tende a intensificarsi perché trova temperature molto elevate sul mare e grazie al calore latente può innescare forti moti convettivi. In figura 7 e 8 si può osservare la previsione per le 21Z (le 23 in Italia) del modello WRF-NMM: il minimo barico si forma praticamente un’altra volta sottovento a una catena montuosa (i rilievi settentrionali siciliani), un piccolo vortice che però è allo stesso tempo carico di vapore e prosegue il suo cammino verso la Campania.

Non solo: riguardando la figura 4, notiamo che nel basso Tirreno, proprio sulle coste siciliane, le temperature marine sono elevatissime; siamo in presenza di un mix perfetto per la nascita di un TLC. 

Evoluzione prevista del TLC dai modelli

Ogni TLC ha una storia a sè ed è estremamente difficili studiarli per la mancanza di dati nei siti dove si formano: infatti molto spesso si formano in mare aperto e si riescono a misurarne gli effetti solo quando arrivano carichi di piogge sulla terra ferma. Il caso dell’Uragano Maria del 2006 è un evento raro, in quanto proprio durante il suo moto è passato sul Salento, dove una fitta rete di monitoraggio ha potuto misurare molti parametri caratteristici, permettendo studi approfonditi.

Le proiezioni modellistiche mostrano il possibile percorso del minimo: esso arriverà in Campania nella notte tra il 2 e il 3 Settembre e in mattinata sarà sul Lazio, proseguendo verso il Mar Ligure ma deviando verso Ovest, congiungendosi con il minimo barico generale. A questo punto la previsione più generale vede un “girello” attorno alla Sardegna, con possibile ritorno di un minimo ancora più profondo a Est dell’isola ma questa è una previsione abbastanza nel lungo termine.

Venti probabili il 4 Settembre 2012, WRF-ARW Lamma. Si noti l'occhio del ciclone

Fig 9. Venti probabili il 4 Settembre 2012, WRF-ARW Lamma. Si noti l’occhio del ciclone

Venti probabili il 4 Settembre 2012, WRF-ARW Lamma. Si noti l'occhio del ciclone

Fig 10. Venti probabili il 4 Settembre 2012, WRF-ARW Lamma. Si noti l’occhio del ciclone

Uragano o no? 

Siamo giunti al culmine dell’analisi preliminare domandandoci se si trasformerà in uragano o meno, aspettando un nome ufficiale dall’Istituto Meteorologico di Berlino.

Bisogna ricorrere alle definizione dei sistemi tropicali per poterne capire qualcosa. In generale un ciclone tropicale è un sistema depressionario non frontale a scala sinottica sulle acque equatoriali o sub-equatoriali con convezione organizzata e venti ciclonici. Attenzione: non abbiamo ancora considerato l’intensità dei venti. Nel momento in cui i venti massimi non superano i 17  m/s (ovvero circa 60 km/h) siamo in presenza di una depressione tropicale, mentre per arrivare al livello di tempesta tropicale bisogna stare tra i 17 e i 33 m/s (tra 60 e circa 120 km/h). Superati i 120 km/h si può iniziare a parlare di uragano di categoria 1.

Secondo i modelli, di cui abbiamo preso due immagini rappresentativi in fig 9 e 10, non vi sono i presupposti per il passaggio a uragano sebbene le raffiche stimate possano superare i 100 km/h ma non di molto e soprattutto in mare dove si sente meno l’effetto dell’attrito. Di conseguenza è bene pensare a una forte tempesta in arrivo ma non ancora, secondo gli attuali modelli, a un uragano.

Un approfondimento è disponibile nell’articolo Medicanes, gli uragani di casa nostra


Articolo di Giancarlo Modugno


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