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Meteo lungo termine: cosa ci aspetta nella seconda metà di Settembre?


     


Meteo lungo termine: cosa ci aspetta nella seconda metà di Settembre?

La prima metà  è stata caratterizzata da una brusca frenata della stagione estiva, infatti durante i primi  di Settembre una forte ciclogenesi ha interessato il Mediterraneo e L’italia causando episodi di forte maltempo su tutto il territorio peninsulare per molti giorni. Successivamente  e seguita una breve e  debole rimonta anticiclonica che ha riportato tempo stabile e soleggiato con temperature gradevoli e generalmente inferiori a 31°C. Ora l’Italia è alle prese con un nuovo forte peggioramento delle condizioni atmosferiche, già nella giornata di ieri Mercoledì 12 Settembre intensi rovesci e temporali hanno interessando il Nord Italia, mentre  nelle  prossime ore e almeno fino alla giornata di Sabato interesserà il Centro Sud.

Meteo lungo termine: sarà anch’essa perturbata?

Attraverso una veloce comparazione dei principali modelli matematici seguita da una veloce commento ai principali indici descrittivi cerchiamo di identificare una linea di tendenza per la seconda metà di Settembre. Analizziamo cosa ci propongono questa mattina i modelli ECMWF, GFS e GEM a 120 h: I tre centri di calcolo hanno una visione abbastanza concorde a 120 h, tuttavia questa volta viene vista una forte depressione o urgano al in pieno oceano Atlantico, questa struttura barica giocherà da jolly, potendo influenzare in in bene in male (dipende dai casi) il tempo sul Mediterraneo.

Andiamo a vedere se  i vari indici di teleconnessione descrittivi (AO, NAO, PNA) possono esserci di aiuto:  

L’AO e la NAO sono viste su valori fortemente negativi, mentre la PNA e ancora indecisa, effettuando una media ad occhio si direbbe  che tende anch’essa alla negatività, tuttavia sarebbe meglio se questo indice si assestasse su valori positivi o neutri, in quanto associato alla NAO negativa favorirebbe la formazione di anticicloni di blocco in sede Atlantica. Tuttavia considerati i valori di AO e NAO possiamo ritenere provabile scambi  meridiani e quindi discese di masse  di origine Artica sul comparto Europeo, il coinvolgimento del Mediterraneo e ancora dubbio. Essendo indici descrittivi e non predittivi le  loro emissioni possono variare sostanzialmente, non si esclude quindi un aumento dei valori di PNA e un provabile ingresso più deciso della saccatura Artica, di cui al momento sembra beneficiare solo in minima parte  il Nord Italia.

Di conseguenza  invitiamo i nostri lettori a seguire attentamente i prossimi editoriali in hompe page.Articolo a cura di Luca Mennella