Clima, quando l’uomo diventa più influente del Sole

Clima: secondo le ultime ricerche l’effetto dell’uomo sui cambiamenti climatici sta diventando più importante di quello fondamentale del Sole.

L’effetto antropogenico sui cambiamenti climatici è diventato sempre più pressante, addirittura a un livello tale che le forzanti non naturali stiano letteralmente “offuscando” il normale andamento climatico causato dalle oscillazioni solari.

L’approccio modellistico e statistico nel clima

Vi sono generalmente due approcci per giustificare le teorie fisiche nell’ambito climatico (e non solo): elaborare complessi modelli climatici che riescano a riprodurre il passato per poter prevedere il futuro oppure “giocare” con la statistica per trovare attraverso le correlazione dei nessi di “causa-effetto”.

Molto spesso, però, una correlazione può restituire uno stato di ambiguità o addirittura un’alta percentuale di collegamento tra una variabile e l’altra potrebbe essere un pura e mera coincidenza (per esempio l’aumento della vendita dei televisori nell’ultimo secolo non è la causa dell’effetto serra…). Di conseguenza occorre elaborare tecniche statistiche più complesse per poter eliminare ogni possibile dubbio.

L’uomo diventa sempre più importante rispetto al Sole

Secondo uno studio pubblicato dal Dottor Antonello Pasini, noto climatologo dell’ISAC-CNR di Roma, sarebbe possibile superare questo ostacolo dell’ambiguità nel nesso causa-effetto utilizzando la tecnica econometrica di Granger.

La tecnica di Granger

Sul blog di Pasini si legge:

“Il concetto di causalità di Granger è piuttosto semplice. Diciamo di avere una certa variabile che sia soggetta a varie influenze/cause di variazione e di possedere una serie temporale di valori di questa variabile per un certo periodo di tempo (ad esempio 160 anni). A questo punto possiamo cercare di prevedere l’andamento di questa variabile nell’ultimo periodo (ad esempio, gli ultimi 60 anni) usando un modello (autoregressivo – AR) che si basi solo sui dati della stessa variabile nel primo periodo (ad esempio il primo secolo). Otterremo un certo risultato. Ora prendiamo in considerazione una seconda variabile che sappiamo può essere una causa di cambiamenti per i valori della prima variabile. Costruiamo un modello autoregressivo vettoriale (VAR), costruito nel primo periodo utilizzando i valori di entrambe le variabili (modello bivariato), e facciamo una previsione sul secondo periodo. Se questa previsione risulta migliore di quella ottenuta col modello AR (in maniera statisticamente significativa), diremo che la seconda variabile causa la prima nel senso di Granger.

Clima, l'uomo diventa sempre più importante. In blu il p-value del Sole, in rosso dell'uomo

Clima, l’uomo diventa sempre più importante. In blu il p-value del Sole, in rosso dell’uomo rispetto al segnale dell’ENSO

Quindi siamo in presenza di una tecnica che permette di toglierci (ulteriormente) alcuni dubbi particolari. Utilizzando, infine, il p-value (grafico accanto) si riesce a capire addirittura da quando l’effetto solare abbia iniziato a “nascondersi” sotto quello antropogenico, ovvero dagli anni ’50-’60. Con questo non vogliamo dire (e l’autore è lo stesso a confermarlo) che se spegnessimo il Sole tutto continuerebbe a “girare” tranquillamente oppure che il Sole non guida più clima, anzi.

Troverete maggiori informazioni sul blog dell’autore.


Articolo di Giancarlo Modugno


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