Le idrometeore: il chicco di grandine

Le idrometeore: il chicco di grandine

Il mese di novembre 2012 inizierà con un forte maltempo sparso su quasi tutta italia (per ulteriori informazioni sulle previsioni in atto clicca qui). In questo articolo descriveremo il processo di formazione della grandine che animerà molte città italiane.

Come si forma il chicco di grandine?

E’ una precipitazione solida, a forma di chicchi, di diametro tra 5 e 50 mm. Ogni singolo chicco di grandine nasce come raindrop nella parte inferiore della nube temporalesca e viene trasportato verso l’alto dalle intensi correnti. Poiché la temperatura all’interno della nube diminuisce con l’altezza, la raindrop congelerà non appena raggiunge lo strato in cui la temperatura è al di sotto del punto di congelamento dell’aria. Il chicco di grandine appena formatosi continuerà ad essere trasportato su e giù dalle intensi correnti all’interno della nube, e ad accrescersi per il fenomeno noto come accrescimento per coalescenza: durante il suo viaggio, il chicco di grandine incontra delle droplets di acqua che hanno temperature poco al di sotto del punto di congelamento; queste ultime formano inizialmente uno strato di acqua sulla superficie del chicco di grandine e poi congelano, regalandogli un colore molto chiaro. Altre droplets, invece, sono molto più fredde e congelano istantaneamente al contatto con la superficie del chicco di grandine di recente formazione, che avrà una struttura più porosa e opaca a causa dell’aria intrappolata in esso. In entrambi i casi, le dimensioni dei chicchi di grandine aumenteranno quanto più l’atmosfera sarà turbolenta. Essi precipiteranno giù dalla nube quando le correnti ascensionali non saranno più in grado di sostenere il loro peso.

Chicchi di grandine

Il record di grandezza lo detiene un chicco di ben 766 grammi e 14 cm di circonferenza, caduto a Coffeyville in Kansas (USA) il 3 settembre 1970.

Se il diametro del chicco di grandine è minore di 0.5 cm., allora si parla di granucola ma, nonostante le sue dimensioni, sono sufficientemente solide da rimanere intatte quando colpiscono il suolo. Possono essere costituiti da granuli di neve ricoperti di un sottile strato di ghiaccio oppure possono derivare da gocce di pioggia congelata o da fiocchi di neve quasi interamente fusi e poi ricongelati in prossimità del suolo.

Articolo a cura di Alberto Spedicato

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