ILVA TARANTO 3 Dicembre 2012: pericolo amianto e sicurezza

ILVA TARANTO 3 Dicembre 2012: pericolo amianto e sicurezza, parla l’ambientalista Matachierra. Servono collaudi e verifiche sulla sicurezza.

ILVA TARANTO 3 Dicembre 2012 – Dopo il tornado del 28 Novembre scorso che ha colpito durante la zona periferica di Taranto e lo stabilimento dell’Ilva, ora l’attenzione si concentra nuovamente sulla questione sicurezza e amianto in fabbrica, con gli inevitabili strascichi che il fenomeno atmosferico estremamente violento può avere proprio sul discorso sicurezza, dopo la distruzione di diverse strutture e per fino di camini e gru presso l’Ilva. Si parla oggi di “allerta amianto” in diversi reparti del complesso siderurgico; in particolare, lo rende noto Fabio Matacchiera, presidente del Fondo antidiossina onlus riferendosi proprio ai danni provocati dal tornado che ha attraversato i comuni di Taranto e Statte mercoledì scorso.

ILVA TARANTO 3 Dicembre 2012

ILVA TARANTO 3 Dicembre 2012: pericolo amianto e sicurezza dopo il passaggio del tornado

ILVA TARANTO 3 Dicembre 2012 – le parole di Matacchiera: «Qualche ditta esterna avrebbe iniziato una bonifica, probabilmente impossibile, per la straordinaria diffusione delle polveri nel raggio di centinaia di metri e per l’assoluta sottigliezza delle fibre di amianto» «Tali fibre microscopiche, inferiori anche a 3 micron, non possono essere rilevate e tanto meno «raccolte con alcun sofisticato strumento e, se tale diffusione dovesse essere confermata, potrebbe causare serissimi problemi di salute tra gli operai e nella popolazione. Matacchiera prosegue affermando “Non ci risulta che siano stati presi adeguati provvedimenti dopo la caduta del camino di 80 metri, presumibilmente coibentato da tonnellate di amianto, nè tantomeno che siano state fatte verifiche sulla stabilità delle decine di ciminiere che svettano in cielo e che potrebbero aver subito seri danni, tanto da poter essere considerate non stabili o pericolanti, dopo il passaggio del tornado”. Inoltre saranno necessari anche controlli di sicurezza e collaudi sulle strutture fortemente danneggiate dal vento tempestoso generato dalla tromba d’aria.

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Articolo di Francesco Ladisa


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