Pelli di pitone – UE: Stop all’importazione da Indonesia e Vietnam

Pelli di pitone – Entro l’inizio del 2013 l’UE potrebbe vietare l’importazione delle pregiati pelli di pitone, animali a rischio di estinzione.

Pelli di pitone. L’Italia è la prima nazione europea importatrice delle pregiate pelli di pitone, serpente sempre più a rischio estinzione. Troviamo la sua pelle sottoforma di borse, portafogli o cinture in tutti i negozi di abbigliamento griffato, in ogni città d’Italia, e l’uso sfrenato, ingiusto e incontrollato che ne facciamo potrebbe indurre l’UE a fermare in modo diretto l’importazione di queste pelli dal Vietnam e dall’Indonesia, ovvero le nazioni dove avviene la lavorazione della “materia prima”.

L’importazione delle pelli è diventato negli ultimi mesi un serio oggetto di discussione fra le autorità scientifiche degli Stati membri dell’Unione europea per la Convenzione sul commercio internazionale di specie di flora e fauna selvatica minacciate di estinzione (Cites). La proposta parte dalla Commissione europea, che ha recepito i suggerimenti del World conservation monitoring centre. Lo stop alle importazioni potrebbe giungere molto presto e secondo Marco Valentini, funzionario del ministero dell’ambiente, il bando per l’import di pelli di pitoni dal Vietnam potrebbe scattare anche prima di Natale e l’altro, una volta chiesti chiarimenti all’Indonesia, potrebbe partire a febbraio 2013.

Pelli di pitone

Pelli di pitone – Entro l’inizio del 2013 l’UE potrebbe vietare l’importazione delle pregiati pelli di pitone, animali a rischio di estinzione.

Pelli di pitone. Diversi problemi di fondo : illegalità e rischio estinzione.

Si tratta purtoppo di un commercio che mette a rischio estinzione il pitone, in particolare il pyton reticulatus. La stima del giro d’affari annuale delle pelli del rettile è di un miliardo di dollari.
Alexander Kasterine, membro del Centro Internazionale del Commercio, afferma: “”Il rapporto mostra che i problemi dell’illegalità persistono nel commercio delle pelli di pitone e questo può costituire una minaccia per la sopravvivenza delle specie”. Inoltre Kasterine prosegue : “l’industria della moda e quella conciaria hanno un grande ruolo da giocare nel sostenere la Convenzione sul commercio internazionale di specie di flora e fauna selvatica minacciate di estinzione (Cites) e i Paesi in via di sviluppo perché assicurino che le forniture siano legali e sostenibili”.
Dunque il fenomeno dell’illegalità potrebbe avere serie conseguenze sulla sopravvivenza della specie stessa. Secondo le ultime stime oltre il 20% delle pelli esportate dal Sud Est asiatico sono dichiarate come provenienti da animali in cattività. Il dato però non risulta assolutamente convincente perché i costi di allevamento sostenuti affinchè i pitoni raggiungano la taglia adatta per essere uccisi risultano più elevati di quelli del prezzo di mercato a cui poi viene venduta una pelle.

 

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Articolo di Raffaele Laricchia

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