I gyres nell’oceano: cosa sono e come nascono?

I gyres nell’oceano: cosa sono e come nascono?

Le maggiori correnti oceaniche formano approssimativamente delle traiettorie circolari che fluiscono anticiclonicamente in entrambi gli emisferi. Questi cerchi d’acqua in movimento prendono il nome di gyres. 

Dinamica delle correnti superficiali

Le correnti superficiali sono messe in moto dall’azione del vento: in superficie, l’acqua si muove con un angolo di 45° rispetto al vento, deviando verso destra nell’emisfero nord  e verso sinistra nell’emisfero sud e formando la cosiddetta spirale di Ekman. Il risultato è che le correnti tendono a fluire parallelamente all’equatore in entrambi gli emisferi. Il movimento dell’acqua superficiale genera differenze di pressioni tra gli strati superiori e quelli inferiori nell’oceano: in questo modo in forma un flusso d’acqua alla base della spirale di Ekman  che si muove in direzione opposta alla corrente superficiale.

Come nascono i gyres?

Al di là dell’equatore, i venti prevalenti sono gli alisei, che soffiano da nord-est nell’emisfero nord e da sud-est nell’emisfero sud e i venti occidentali, che soffiano da sud-ovest nell’emisfero boreale  e da nord-ovest nell’emisfero australe. Il trasporto di Ekman, che risulta da questi venti, induce le acque a convergere, creando una zona di alta pressione. A causa dell’ effetto di Coriolis, in profondità si instaurano delle correnti attorno alla zona di convergenza: quando la forza di Coriolis, diretta verso l’interno della zona di convergenza, verrà equilibrata dalla forza di gradiente di pressione, diretta invece verso l’esterno, la velocità delle correnti si stabilizzerà (equilibrio geostrofico).  Nasce cosi il gyre subtropicale.

Relazione schematica tra vento zonale, trasporto di Ekman e gyres.

 

Articolo a cura di Alberto Spedicato

COMMENTS


Servizi Meteo per Siti - Staff - Cookie-policy - Contatti