Sigarette elettroniche presto vietate? Si comincerà dai locali pubblici

Sigarette elettroniche presto vietate? Ecco gli ultimi sviluppi, intanto maxi sequestro di sigarette contraffatte

Sigarette elettroniche presto vietate? Il caso sigarette elettroniche è scoppiato. Negli ultimi giorni è tornato sull’argomento  il Pm di Torino, Raffaele Guariniello, che ha chiesto una risoluzione immediata della questione al Ministero della Salute, circa l’utilizzo e le condizioni dell’uso della sigaretta. Guariniello ha affermato con durezza: “Perché permetterne l’uso nei locali pubblici?” Alla luce delle ultime scoperte e delle indagini tuttora in corso la norma sul divieto di fumo in bar e ristoranti dovrebbe essere estesa anche a questi apparecchi“. Secondo Guariniello è incoerente che il Ministero della Salute vieti la vendita delle sigarette elettroniche ai minori di 16 anni e che poi consenta che un minore, all’interno di un locale pubblico, possa respirare il fumo passivo dagli adulti.

Sigarette elettroniche presto vietate?

Sigarette elettroniche presto vietate? Si potrebbe cominciare dai locali pubblici

In attesa che vengano bandite dai locali pubblici, cosa ormai probabile, le sigarette saranno vietate in un centro studi, nella provincia di Como, precisamente in una scuola di Casnati. Il dirigente dell’ufficio scolastico in questione ha infatti deciso di «Bandire ogni genere di sigaretta da scuola». “Non so se queste nuove sigarette siano paragonabili a quelle normali, ma di certo non fanno bene; dobbiamo evitare il più possibile l’avviamento al fumo. E’ diseducativo oltre che fastidioso. Io credo agevoli il passaggio al più comune tabacco. Interveniamo come scuola: è attività pedagogica. Non possiamo avviarli alla manualità del fumo”. Queste sono state le parole del dirigente.

Intanto si apprende che le Fiamme Gialle di Gallarate nell’ambito di complesse indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore di Busto Arsizio, hanno individuato 3 soggetti importatori e hanno sequestrato almeno 60.000 sigarette elettroniche e parti di esse, di origine cinese, totalmente prive della necessaria marcatura CE o con tale certificazione di sicurezza contraffatta. Risultavano così potenzialmente pericolose per la salute dell’individuo.


Articolo di Francesco Ladisa


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