ALLARME ASMA in Italia, malattie respiratorie in crescita, ecco cosa fare per combatterle

ALLARME ASMA in Italia / L’asma, per definizione quella patologia infiammatoria caratterizzata da ostruzione generalmente reversibile delle vie aeree inferiori, causa secondo le ultime stime circa 495 morti, un valore per gli esperti preoccupante che mostra purtroppo ampi margini di crescita. L’asma colpisce in media il 7 % della popolazione italiana, e spesso coloro che ne sono affetti presentano problematiche di salute che influenzano anche stile di vita e rendimento ad esempio di tipo scolastico o lavorativo. Insomma, una patologia da temere e curare, che invece è troppo frequentemente trascurata dai malati stessi. Dalle analisi dell’Organizzazione mondiale della Sanità e di organi competenti, inoltre, la La BPCO (bronco pneumopatia cronico ostruttiva)  provoca ogni anno nel mondo 3 milioni e 280 mila morti e in futuro si calcola che possa divenire addirittura la terza causa di morte nel mondo. Anche i dati italiani sono assai preoccupanti: la BPCO colpisce tra l’8 e il 12% della popolazione adulta. I fumatori sono i soggetti piu’ a rischio.

ALLARME ASMA in Italia

ALLARME ASMA in Italia, preoccupanti gli ultimi dati, e preoccupante la scarsa propensione alla cura

A tal riguardo è importante quindi la prevenzione, e soprattutto sono fondamentali le cure giuste. I dati di un’indagine Doxa condotta su un campione di circa 2000 italiani fa emergere che gli inalatori e i cosiddetti spray specifici per asma e malattie respiratorie come bronchite cronica, sono usati poco e anche male, eppure risultano essere al momento il mezzo piu’ efficace per curare tali malattie. Questa è sicuramente la causa principale per i medici della diffusione e della cronicizzazione di asma e patologie simili. «Pillole e iniezioni sono percepite come cure più efficaci rispetto alla terapia per via inalatoria – spiega Giorgio Walter Canonica, direttore della Clinica di Malattie dell’apparato respiratorio dell’Università di Genova e presidente eletto di Interasthma – Global Asthma Association -. Per di più, sentirsi prescrivere un farmaco considerato blando spinge i pazienti a credere che anche la malattia di cui soffrono sia, tutto sommato, di poco conto. Così, nel giro di un anno la maggioranza non si cura più» Inoltre «se il medico spiega il corretto uso dell’inalatore, un paziente su due riesce a erogare bene la terapia; leggendo da solo il foglietto illustrativo dello spray, invece, appena 1 su 5 ci riesce – specifica Canonica -. Ma occorre spendere tempo, facendo provare l’apparecchio al paziente e assicurandosi nelle visite successive che non faccia errori. E se per qualche motivo si deve cambiare l’erogatore, mai dare per scontato che il paziente sappia gestirlo comunque: l’aderenza alla terapia dopo un cambio di spray crolla a picco, se il medico non spiega la “novità”». 


Articolo di Francesco Ladisa


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