Meteo lungo termine, come sarà la prima metà di Marzo?

Meteo lungo termine, come sarà la prima metà di Marzo? Ricordiamo ai lettori che il Meteo Italia  e le previsioni del tempo nazionali sono a cura dello staff di meteorologi di InMeteo.it

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Meteo prima metà di Marzo 2013, fase invernale durante l’inizio di primavera?

Nell’ultimo editoriale a lungo termine abbiamo fatto notare come per  l’inizio della primavera le dinamiche troposferiche e stratosferiche mostrassero l’innesco di un Final Warming  ed una  possibile recrudescenza dell’inverno durante la prima metà di Marzo. Per chi volesse leggerlo lo trova a questo LINK. Ad oggi le dinamiche descritte e supposte in passato hanno preso statisticamente  parlando sempre  più consistenza, e data la minore distanza temporale possiamo tornare a parlarne più precisamente. In questo editoriale andremo a cercare di individuare una linea di tendenza delle condizioni meteorologiche che interesseranno l’Europa e il bacino del Mediterraneo fino al 15/20  Marzo 2013, utilizzando come nel precedente editoriale le proiezioni dei principali modelli matematici, i valori dei principali indici previsionali e gettando uno sguardo alle dinamiche stratosferiche.

Meteo lungo termine,cosa aspettarsi per l’inizio di primavera?

Al momento dall’analisi delle proiezioni modellistiche e in combinazione con i principali indici descrittivi (NAO, AO) possiamo già evidenziare a grandi linee quale sarà il pattern circolatorio per i prossimi giorni, infatti:

La NAO dopo una lunga fase mediamente negativa che ha  permesso un grosso accumulo di freddo in zona Scandinava è prevista tornare su valori mediamente neutri, questo passaggio  favorirà elevazioni e invadenze dell’Anticiclone delle Azzorre.

L’AO dopo un periodo fortemente negativo (valori compresi tra  -3 e -4)  torna a salire fino ad attestarsi su valori sempre negativi ma di minore intensità. Questo comportamento di tale indice manterrà  comunque le correnti zonali molto deboli e favorisce movimenti  antizonali, ma non favorirà un’estrema antizonalità tale da  permettere ad eventuali colate fredde di passare troppo a Nord o di spingersi troppo ad Ovest.

La PNA ha tempi di azione leggermente diversi rispetto ai due indici appena descritti, e vedrà prima una fase positiva (fino all’otto di Marzo per  poi passare ad una fase debolmente negativa.

Meteo lungo termine, analisi indici descrittivi

Meteo lungo termine, analisi indici descrittivi

Meteo lungo termine, analisi stratosferica:

Nell’ultimo editoriale ci eravamo lasciati con l’ipotesi di un probabile final warming generato da un spostamento del VP in Area Siberiana e all’innesco di unaa wawe 1 abbastanza ampia e stazionaria, e a causa dello stato della colonna verticale atmosferica ancora debole e disturbata , e ad una veloce  propagazione verso il basso, una  possibile recrudescenza fredda verso l’Europa centrale ed eventualmente anche il Mediterraneo durante  la prima metà di Marzo. Oggi tali dinamiche stanno andando a compimento e ciò è visibile sia nelle code modellistiche che nell’osservazione dei principali parametri della colonna atmosferica fino alla sommità della stratosfera.

Meteo lungo termine: velocità zonali e flussi.

Meteo lungo termine: velocità zonali e flussi.

Un grafico che  può riassumere in maniera eloquente tale situazione è quello postato e descritto di fianco. Dalla cui osservazione si nota come le velocità zonali in alta stratosfera stanno subendo un veloce e forte calo, stessa cosa nella media stratosfera dove con un lag temporale  abbastanza breve (causa veloce  propagazione del fenomeno) si nota un decremento meno marcato delle velocità zonali. Infine i vettori dei flussi dopo un lungo periodo di “quasi” assenza tornano man mano ad acquisire importanza. Non a caso ciò significa che le dinamiche del MMW di inizio Gennaio sono ormai al termine,  e la ripresa di tali flussi rappresenta l’inizio di nuove  dinamiche, in questo caso del Final warming.

 

Meteo lungo termine,conclusioni:

Secondo quanto appena scritto riteniamo ormai molto probabile  una forte fase dai connotati invernali in particolar modo sull’Est Europa e sull’Europa Centrale. Per quanto riguarda il coinvolgimento dell’Italia e del Mediterraneo la situazione risulta ancora molto Indecisa. Tuttavia riteniamo che si il grosso “lago” freddo” che si verrà a creare su gran parte dell’Europa Centrale ed dell’Est aumenti notevolmente le possibilità di un coinvolgimento del Mediterraneo e in particolar modo del Nord Italia e delle Adriatiche Centrali. Molto dipenderà  da i movimenti che il Vortice Canadese  andrà a compiere e la consequenziale capacità dell’anticiclone dell’Azzorre di elevarsi verso Nord/Nord Est, ma appare evidente che è ancora presto per parlare di tali dinamiche. Ci torneremo nel prossimo editoriale a lungo termine.

 


Articolo di Luca Mennella


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