Hess e la teoria della dinamica litosferica – Parte II

 Hess e la teoria della dinamica litosferica – Parte II- Verso la metà del secolo scorso, Hess ipotizzò un importante teoria per spiegare come avveniva la deriva dei continenti

Hess e l’espansione dei fondali oceanici/Abbiamo già affrontato la teoria della deriva dei continenti in un articolo precedente. Continuiamo allora il nostro viaggio alla scoperta della nascita dei continenti. Mentre si facevano grandi passi in avanti nel campo dell’oceanografia, all’inizio  degli anni 60 il geologo e ammiraglio statunitense Harry Hammond Hess elaborò una teoria, nota come “espansione dei fondali oceanici”. Hess ipotizzò che la deriva dei continenti avvenisse a causa dell’espansione dei fondali oceanici. Secondo Hess, le dorsali sono grandi fratture attraverso le quali risalgono materiali magmatici dal mantello, si espandono e solidificano, generando nuova crosta che spinge lateralmente quella vecchia. Nel mantello, quindi, si verificano lenti movimenti convettivi che trovano nelle dorsali la loro unica via d’uscita.

Dove va a finire la vecchia crosta? Poiché le dimensioni della Terra restano costanti, è evidente che la vecchia crosta venga eliminata da qualche parte; in effetti Hess suppose che man mano che la nuova litosfera veniva a formarsi, la crosta più vecchia venisse riassorbita all’interno dell’astenosfera in corrispondenza delle fosse oceaniche. Questo fenomeno è noto come subsidenza. Insomma, secondo Hess i continenti si troverebbero ad avere un ruolo passivo nei loro spostamenti, poiché essi sono spinti dall’espansione dei fondali oceanici.

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Articolo a cura di Alberto Spedicato

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