Radon, Previsione dei terremoti : Smentite le teorie di Giuliani?

Radon Previsione dei terremoti – Importanti studi smentiscono le teorie tanto discusse negli ultimi anni di Giuliani.

Radon Previsione dei terremoti/ Nell’anno del terremoto, il 2009, non ci fu alcun aumento significativo delle emissioni di radon nel territorio aquilano. Uno studio scientifico smonta dunque le teorie di Giampaolo Giuliani, convinto sostenitore – tra mille polemiche e persino strascichi giudiziari – della possibilità di prevedere i terremoti in base alle variazioni del gas. Lo studio arriva dall’Università dell’Aquila ed è stato coordinato dal fisico dell’atmosfera Giovanni Pitari. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista «Environmental Earth Sciences». Il confronto diretto fra i dati del marzo 2009 con quelli del marzo 2004 mostra una diminuzione del 30% delle emissioni.

Radon, previsione dei terremoti - Smentite le teorie di Giuliani

Radon, previsione dei terremoti – Smentite le teorie di Giuliani

Pitari ha monitorato il radon per lungo tempo, fin dal 2004, con un particolare strumento in dotazione all’ateneo aquilano. Si tratta tecnicamente di un «contatore attivo di particelle alfa a cella di scintillazione» che il team di Pitari ha utilizzato nell’ambito degli studi sulla dinamica dell’atmosfera, di cui il radon è un ottimo «tracciante». Lo strumento ha misurato fino a Marzo 2009, ovvero a pochi giorni dal sisma che ha distrutto la città. Poi, ovviamente, è rimasto inutilizzabile a causa delle scosse. Pitari è riuscito a recuperarlo e ad estrarre i dati solo un anno e mezzo fa. Le misurazioni sono state poi «filtrate» con un modello matematico che contiene tutte le possibili variabili: l’emissione di radon, infatti, cambia molto in base alle condizioni atmosferiche (d’inverno è minore) e anche all’interno della stessa giornata (al mattino è massima).

Nessun legame coi terremoti :  Il legame con i terremoti? «Non c’è – spiega Pitari – e se c’è non è deterministico: in qualche occasione sono stati registrati aumenti, ma sono cose del tutto casuali». Come dimostrano i numeri dello studio: a marzo 2009, rispetto a un mese di marzo con condizioni meteo più o meno similari, ovvero il 2004, ha fatto segnare una diminuzione del radon del 30 per cento. Il dato è stato poi processato dal modello matematico e si è arrivati a un calo del 17 per cento. Dunque nei giorni precedenti il terremoto nell’aria non c’era alcuna concentrazione anomala del gas, anzi, addirittura una diminuzione.
Le parole di Pitari : «Quello che contesto umanamente a Giuliani – spiega Pitari – è che non si può dire semplicemente ho numeri per spiegare un fenomeno. Le cifre, infatti, vanno analizzate e capite. Nella comunità scientifica l’unico sistema per poter dire qualcosa di ragionevole è confrontarsi con il metodo “peer review”: quello che scrivi deve essere valutato, in forma anonima, da altri esperti e poi pubblicato su riviste specializzate. Di Giuliani non c’è nessun documento reale e ufficiale digerito dal metodo scientifico. Finché ciò non avverrà saranno sempre e solo chiacchiere da bar. Io non ho mai parlato finché una rivista scientifica non ha pubblicato il lavoro dopo avermi fatto le pulci». Anche l’ex presidente dell’Ingv, Enzo Boschi, ha colto l’occasione per smontare le teorie di Giuliani contro le quali l’intera comunità scientifica si era schierata compatta: «Il nuovo studio mette fine alle polemiche sulla possibile prevedibilità del terremoto. Nessuno è mai riuscito a capire come venivano fatte le misure all’Aquila, il problema è che furono prese in considerazione da tutta l’informazione nazionale e internazionale».

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Articolo di Raffaele Laricchia


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