Vista dallo spazio: isola del Pakistan prima e dopo

“L’isola è in realtà solo un grande mucchio di fango sorto dal fondo del mare” – Bill Barnhart, USGS geologo

Il terremoto mortale che ha colpito il Pakistan il 24 settembre 2013, lasciando 515 morti e 100.000 senza tetto, ha anche creato una nuova morfologia terrestre. Una nuova isola di fango ora si trova in mare aperto nel Paddi Zirr (West Bay), vicino a Gwadar, in Pakistan. E ‘stato chiamato Zalzala Jazeera. La prima immagine che segue mostra la stessa zona della seconda immagine, vista dallo spazio, ancor prima della nascita della nuova isola, scattata esattamente il 17 Aprile.

Prima…

Rappresentata la stessa aerea della foto precedente, scattata il 17 aprile 2013.

Rappresentata la stessa aerea della foto seguente, scattata il 17 aprile 2013. NASA Earth Observatory immagine

Dopo…

Isola nata a seguito del terremoto in Pakistan.

Isola nata a seguito del terremoto in Pakistan. NASA Earth Observatory immagine

La profondità dell’acqua attorno alla nuova isola è di circa 15 – 20 metri, secondo il geologo marino Asif Inam dell’ Istituto Nazionale di Oceanografia del Pakistan.

Bill Barnhart, un geologo presso l’US Geological Survey che studia i terremoti in Pakistan e Iran, ha detto:

“L’isola è in realtà solo un grande mucchio di fango sorto dal fondo del mare.”

Isola composta da miscela di fango, sabbia fine, e solida roccia.

Isola composta da miscela di fango, sabbia fine, e solida roccia. NASA Earth Observatory immagine

La pressione sotterranea, in questo caso, sembra provenire da espansione di gas naturale. Asif Inam ha detto:

“La principale forza trainante per la nascita di isole in questa parte del mondo è il gas metano ad alta pressione, o idrati di gas. Sulla nuova isola, vi è una continua fuga di gas metano altamente infiammabile. Questi vulcani di fango sono un pericolo naturale e sono una minaccia per la navigazione.”

Isola di fango.

Isola di fango. Fonte: earthsky.org

Si ritiene che la nuova isola durerà meno di un anno prima di affondare completamente al di sotto della linea di galleggiamento.

Fonte: earthsky.org

Articolo a cura di Valentina Desimini

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