ISON: ultimi aggiornamenti importanti su quella che potrebbe essere la “Cometa del Secolo”

Ison / Gli scienziati del Lowell Observatory and Southwest Research Institute (SwRI), ove si studiano da vicino e con mezzi sofisticati gli “sviluppi” della ormai nota COMETA ISON, hanno ridato buone speranze circa la futura visione ad occhio nudo dell’oggetto celeste. Come già ampiamente discusso anche sul nostro sito (ecco un articolo dedicato) il rischio maggiore è quello dell’avvicinamento di ISON al Sole, che potrebbe con buone probabilità “disintegrare” in sostanza la cometa.

Ma proprio dalle ultime analisi scientifiche, e come conferma anche la NASA Comet ISON Observing Campaign, la cometa starebbe rispondendo bene ed attualmente risulta essere in grande forma. Rimane difficile capire se e come resisterà alle forzanti avverse generate dall’area solare, ma l’ottimismo è giustificato, secondo gli esperti.  Dalle ultime rilevazioni Ison appare sana e di robusta costituzione. Negli ultimi giorni, si trova all’incirca a 220 milioni di km dal Sole a 280 milioni di km dalla Terra, ma nel corso delle prossime settimane si avvicinerà sempre piu’ e negli ultimi giorni di Novembre è attesa la fase di perielio, ovvero il massimo avvicinamento alla nostra stella, e sarà allora la fase cruciale, oltre il quale si potrà capire se potremo vivere affascinanti momenti con la “cometa di Natale”, così come è stata soprannominata, splendente in cielo. A questo punto infatti, la posizione risulterà ben piu’ favorevole all’osservazione dalla Terra.

Vedremo dunque se Ison sarà in grado di resistere in primo luogo al calore del Sole, che potrebbe distruggerla evaporando i suoi ghiacci che la costituiscono in prevalenza; alle forze di marea del Sole, che potrebbero deviare anche significativamente la traiettoria della cometa; poi altro fattore non di poco conto sarà la sua rotazione attorno al proprio asse (spin), dal momento che la rotazione contraria alla rivoluzione annulla alcune delle forze di marea in prossimità del Sole.

Ison potrebbe davvero regalare uno spettacolo unico, ai livelli di Hale-Bopp, la  cometa più osservata del XX secolo, e una delle più luminose mai viste da molti decenni a questa parte. Vi aggiorneremo ancora sugli sviluppi, nella speranza di darvi buone notizie.

Comet ISON on October 8, 2013 as seen through the Schulman 0.8 Telescope atop Mount Lemmon at the University of Arizona SkyCenter. Credit: Adam Block/UA SkyCenter.

Cometa ISON osservata in data 8 Ottobre 2013, attraverso Schulman 0.8 Telescope, Arizona University. Credit: Adam Block/UA SkyCenter.


Articolo di Francesco Ladisa

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