Emilia Romagna: trovati nuovi pozzi caldi nella zona del violento terremoto del 20 Maggio 2012

L’evento riguarda la zona di San Felice sul Panàro, piccolo comune di circa 10 mila abitanti, in particolare la frazione di Rivara, dove negli ultimi giorni il fenomeno di risalita di acqua bollente fa piu’ parlare del solito. Si tratta a detta degli esperti di un fenomeno singolare e per questo tenuto sotto stretta osservazione – specie nelle ultime giornate – da geologi ed esperti dell’INGV, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, a maggior ragione perchè la zona è quella del cratere generato dai terremoti che hanno colpito il modenese 17 mesi fa. Zona destinata al deposito gas di Rivara, praticamente alla famosa “Lumachina”.

Sono in corso rilievi nell’area, e addirittura presso abitazioni situate nella zona, dove geologi e misuratori di gas e temperature sono in azione per studiare e approfondire la situazione. Si tratta di pozzi caldi fin’ora sconosciuti; piu’ note erano le “terre calde di Medolla”: il “problema” è sempre lo stesso, risalita di acqua calda dalle profondità del sottosuolo. Inoltre preoccupa la presenza di gas metano nelle acque di questi pozzi.

Emilia Romagna: trovati nuovi pozzi caldi

Emilia Romagna: trovati nuovi pozzi caldi nella zona di San Felice, frazione di Rivara. Gente allarmata.

«Avevamo notato già qualche mese prima del terremoto quest’acqua calda – spiegano i coniugi che vivono nella casa del pozzo caldo – Con l’acqua del pozzo riuscivamo a sciogliere il ghiaccio e la neve in cortile. Ci era sembrata una singolarità, nulla di più. Ma più di recente l’acqua è di nuovo calda. Oggi siamo sui 26-27 gradi, almeno 10 in più dell’usuale. Il nostro vicino invece l’acqua ce l’ha fredda, nel suo pozzo. Ce ne siamo accorti anche perché in estate avevamo fatto una vasca per il cane, perché si rinfrescasse. E invece il cane, che era nero, ora ha il pelo schiarito, rosso…». Proprio la famiglia preoccupata per questa situazione ha allertato polizia e poi la “palla” è passata in mano ai geologi.

Ricordiamo che il fenomeno del riscaldamento dell’acqua dei pozzi e altri fattori come l’altezza del livello dell’acqua stessa, sono considerati dagli esperti probabili indicatori e precursori sismici. Attorno ai giorni del famoso terremoto del 20 Maggio 2012, nella zona di Medella, già nota per le sue “terre calde”, la temperatura del terreno raggiunse temperature elevate, in particolare fino ai 50 ° subito dopo la prima forte scossa. Variazioni importanti e anomali comportamenti degli animali furono registrati anche pochi giorni prima del sisma: di conseguenza la gente è preoccupata e ogni qualvolta si nota una variazione ad esempio di temperatura dell’acqua dei pozzi o una maggiore emissione di vapore, si teme che questi possano essere precursori di una nuova scossa. Converrebbe, come hanno detto piu’ volte gli stessi esperti Ingv, studiare con più costanza i precursori geochimici dei terremoti, per capire se esistono delle regolarità.

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Articolo di Francesco Ladisa

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