Allarme funghi velenosi: numerose persone intossicate

Allarme funghi velenosi – E’ stato un week end pessimo per alcuni “ricercatori” di funghi. Tra Venerdì e Domenica, infatti, almeno 6 persone sono finite in ospedale, per aver consumato funghi non commestibili, in precedenza da loro stesse raccolti. In primis, sono rimasti intossicati dopo aver mangiato dei funghi due persone di Grosseto, della stessa famiglia: padre di 46 anni, e figlia di 11da gastrica. Il fungo responsabile dell’intossicazione è stato l’Omphalotus olearius, che causa oltre il 20% delle intossicazioni nel grossetano, zona ricca di funghi.  Altre due persone poi, una di 73 e l’altra di 69 anni, due coniugi residenti nel comune di Civitella Paganico (sempre in provincia di Grosseto), hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere dopo aver mangiato una zuppa di funghi: avevano raccolto e poi cucinato: fungo agnello, manine e mazze da tamburo, e anche l‘entoloma lividum, un fungo molto pericoloso che può essere confuso con il Clitocybe nebularis, l’ordinale grigio.

Allarme funghi velenosi: numerose persone intossicate

Allarme funghi velenosi: numerose persone intossicate

Un altro uomo si è sentito male dopo aver consumato crostini con un sugo di porcini, ma anche Entoloma lividum, sempre nella zona di Grosseto. “Fortunatamente non si tratta di specie mortali e, peraltro, consumate in piccola quantità – commenta Leonardo Ginanneschi, responsabile dell’ispettorato micologico della Asl 9, che questo weekend è stato chiamato dai medici del pronto soccorso in consulenza, per stabilire la specie consumate dalle persone intossicate – Tuttavia, questi funghi producono una violenta reazione gastroenterica e possono essere molto pericolosi, come avviene per ogni altra forma di intossicazione, nelle persone con altre patologie, renali, epatiche o cardiache”. Un altro caso è stato segnalato Domenica anche nella zona di Perugia.

Nell’ultimo periodo sono sempre di piu’ i casi di intossicazione per funghi non commestibili. Sicuramente, alla base vi è una scarsa conoscenza delle varie specie e della loro commestibilità. In mesi come questi (di raccolta massima), l’azienda sanitaria attiva in tutto il territorio (ma non solo in Toscana ma anche in altre regioni italiane) gli sportelli dell’ispettorato micologico, un servizio gratuito, rivolto ai cercatori occasionali che raccolgono funghi per autoconsumo, dove i micologi forniscono consulenza sulla qualità delle specie raccolte. «In caso di dubbi – spiega Ginanneschi – prima di cucinare le specie raccolte, recarsi alle sedi degli ispettorati più vicine e farle esaminare dagli esperti, ricordandosi di portare con sé tutti i funghi trovati, integri e ben conservati per facilitarne il riconoscimento. Le intossicazioni, infatti, avvengono quasi sempre per errori di valutazione dei segni che si trovano sui funghi».


Articolo di Francesco Ladisa


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