Isola Ferdinandea : la suggestiva isola che emerge e scompare nel Canale di Sicilia

Isola Ferdinandea : si trova nel Canale di Sicilia. È emersa nel 1831. Viene denominata “l’Isola che non c’è”.

Isola Ferdinandea/ Ferdinandea è il nome italiano dato ad una piccola isola vulcanica emersa dal mare al largo sud-occidentale della Sicilia nell’estate del 1831. Ferdinandea è anche conosciuta come “l’isola che non c’è” dovuto al fatto che l’isola nata nel 1831 è sopravissuta per soli pochi mesi all’azione erosiva di onde e vento. Inoltre, sul livello internazionale, sono in uso diversi altri nomi per la stessa isola (che non c’è): Graham in inglese, Julia in francese, nonché Campi Flegrei del mar di Sicilia per il complesso vulcanico al quale appartiene (Global Volcanism Program).

Tra la Sicilia e l’Africa settentrionale, il Mediterraneo centrale è caratterizzato dall’allineamento dei bacini subsidenti di Pantelleria, Linosa e Malta che, nel loro insieme, sono organizzati a formare il Canale di Sicilia. Il canale è il prodotto della collisione tra l’Africa e l’Europa, la quale è ancora in atto e si esercita lungo traiettorie circa nord-sud. In questo contesto, il canale è controllato da due sistemi principali di faglie, orientati rispettivamente NW-SE e circa nord-sud. Le discontinuità che individuano e bordano i bacini sono sede di subsidenze veramente importanti, che superano 3.000 m nella fossa di Linosa.

Isola Ferdinandea

Isola Ferdinandea

A partire da circa 8 milioni di anni fa, nel canale ha preso posto un vulcanesimo toleiitico e alcalino, che ha creato le due isole vulcaniche di Pantelleria e Linosa ed un numero elevato di apparati sottomarini, molti dei quali ancora sconosciuti. Il vulcanesimo è ancora attivo e le eruzioni storiche sono tutte sottomarine; per alcune di esse abbiamo solo indicazioni vaghe, altre sono state segnalate ma mai controllate; possediamo notizie certe solo delle due attività che hanno portato alla formazione delle isole effimere di Ferdinandea (1831) e Foerstner (1891), quest’ultima 4-5 km a NW delle coste dell’Isola di Pantelleria.

La nascita dell’Isola Ferdinandea fu annunciata, tra il 22 ed il 26 giugno del 1831, da terremoti avvertiti fino a Marsala, Trapani, Palermo e che a Sciacca causarono lesioni alle abitazioni e caduta di calcinacci.
Di notte l’attività era ben visibile da Sciacca, Menfi, Mazzara e Marsala. L’eruzione, ormai subaerea, costruì un’isola, il cui colore dominante era il nero e che risulterà alla fine alta 60 m, larga poco meno di 300 e con un perimetro di quasi 1 km. Le attività eruttive interagirono per tutto il tempo con il mare e il cratere, rotondeggiante e largo poco meno di 30 m, fu sempre invaso dall’acqua, che si abbassava e s’innalzava nel condotto e, traboccando, formava un fangoso ruscello che scendeva fino al mare e lo intorbidiva. Tutto l’edificio era saturo d’acqua. Sui pendii del cono, a 25 m dalla riva, furono descritti due laghetti, il più basso pieno di acque giallo-solfuree, il secondo di acque giallo-rossastre, che ribollivano gorgogliando; probabilmente erano crateri secondari, perché durante l’eruzione furono segnalate fino a tre alte colonne di fuoco che s’innalzavano contemporaneamente.

Ferdinandea

Ferdinandea

Storia : Dopo la sua nascita si accesero conflitti fra inglesi, italiani francesi tutti intenti ad impossessarsi dell’isola appena emersa che tanto stupore aveva suscitato fra la popolazione. Percival Otham, ammiraglio inglese, mise piede per la prima volta sull’Isola il 24 Agosto 1831 piantando la bandiera britannica e soprannominando l’isola “Graham“. Il 26 Settembre 1831 furono i francesi ad inviare le proprie truppe, fissando la propria bandiera e dando all’isola il nome di Iulia. A rivendicare il possesso dell’isola fu il popolo borbonico e la Sicilia, maggiormente vicina alla neo-isola. Ferdinando II, re del Regno delle due Sicilie, approdò sull’isola contro il volere di francesi e inglesi fissando la propria bandiera e battezzando l’Isola col nome di Ferdinandea.
Dopo circa un anno, nel 1832, l’Isola scomparve, inabissandosi nel Canale di Sicilia non tornando mai più alla luce ma non è escluso che in futuro non possa ripresentarsi ai nostri occhi.

FONTE INGV – Prosegui la lettura scientifica : http://www.ct.ingv.it/it/component/content/article.html?id=206

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Articolo di Raffaele Laricchia

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