Stati Uniti : continua a nevicare senza sosta, si tratta del Lake Effect Snow. Fenomeno identico a quello adriatico

Stati Uniti/ La vasta e potente ondata di gelo che ha colpito il continente Nord Americano negli ultimi giorni, provocando  un tracollo termico notevole, sta via via abbandonando le basse latitudini richiamato dal flusso freddo settentrionale del Vortice Polare.
Tuttavia le correnti fredde persistono, ovviamente in maniera più attenuata, sui settori meridionali del Canada e su Minnesota, Wisconsin, Michigan, Ohio, Pennsylvania e New York. Il passaggio di queste correnti fredde non è secco come molti penserebbero, bensì è accompagnato da nevicate anche copiose solo su determinate località.

Le aree soggette al Lake Snow Effect. Fortemente interessate sono i settori costieri e i primi chilometri nell’entroterra dei versanti orientali e meridionali. Clima invece più secco sui versanti settentrionali e occidentali.

Città come Erie, Buffalo, Oswego, Watertown e Utica e tutti i settori posti ad est/sud-est dei Grandi Laghi (come indicato in figura) si trovano costantemente sotto blizzard e forti nevicate creando una netta differenza con le città e gli Stati posti più a sud e anche più a nord dove le temperature sono addirittura più basse ma con precipitazioni praticamente assenti (cieli sereni e neve al suolo decisamente poca rispetto alle città che abbiamo appena elencato).

Watertown sepolta dalla neve

Ma come mai questa netta differenza? A cosa è dovuto questo fenomeno?
Si tratta del Lake Effect Snow, abbreviato L.E.S, e sta ad indicare un determinato tipo di formazione nuvolosa in grado di portate forti grandinate e nevicate e si forma per via dei contrasti termici. Il fenomeno è caratteristico dei Grandi Laghi americani, ma lo ritroviamo anche sul nostro Mar Adriatico in occasione di ondate di gelo da nord-est.

L.E.S ancor ain azione in queste ore sulle terre bagnate ad ovest dal Lake Ontario

Negli Stati Uniti ogni qual volta assistiamo ad una discesa di gelo dal Canada vengono a formarsi, in un primo momento, nubi estese a causa dei contrasti derivanti con l’aria umida in risalita dal Golfo del Messico, in grado di produrre nevicate diffuse. Dopo il passaggio del ramo ascendente umido ed instabile ecco che entrano in gioco i Grandi Laghi : mentre sugli Stati centrali del MidWest e sulla East Coast i cieli tendono a rasserenarsi, le nevicate proseguono incessantemente a ridosso di queste enormi distese d’acqua.
L’aria gelida alle medio-alte quote entra in contrasto con la superficie dei laghi che si presenta sicuramente più calda ed ecco che otteniamo la formazione continua di nuvolosità, quasi sempre caratterizzata da cumulonembi, che riescono a produrre nevicate di forte intensità per via dei notevoli moti convettivi presenti al loro interno (temporali nevosi). Questi cumulonembi si muovono in seno alle correnti in alta quota e dunque colpiscono solo una porzione dei territori bagnati dai laghi (gran parte delle volte quelli sud-orientali).
Più è elevata la differenza di temperatura tra l’aria fredda in arrivo e la superficie dei laghi e più si creano forti turbolenze e di conseguenza ancora più forti saranno le nevicate nelle aree costiere dei Grandi Laghi e nei primi chilometri dell’entroterra.
Questo fenomeno può creare nette differenze fra una zona e l’altra, dando vita così a medie nivometriche davvero esorbitanti : la nevosità media annua dei settori posti nei pressi dei Grandi Laghi oscilla fra i 100 e i 350 cm, valori davvero eccezionali considerato che si tratta di zone pianeggianti e poste a latitudini non così elevate.
Nello scatto radar che vi mostriamo potete notare come il Lake Snow Effect continui ad interessare le zone ad est del Lake Ontario. In quest’area la neve ha superato i 120 cm di altezza.

Adriatic Effect Snow (ASE) vista dal Satellite in occasione delle nevicate che colpirono il versante adriatico nel Dicembre 2007

Il fenomeno del L.E.S lo troviamo anche nel Mediterraneo? Si, però viene chiamato Adriatic Snow Effect, abbreviato A.S.E, termine che già abbiamo utilizzato in passato. Il processo è lo stesso e lo riscontriamo ogniqualvolta subiamo un’irruzione gelida da est / nord-est verso i settori adriatici. I primi contrasti fra il gelo di alta quota e l’aria umida e calda dell’Adriatico danno vita a nubi la cui consistenza dipende ovviamente dalla portata del gelo. Man mano che le nubi si muoveranno dalle coste balcaniche verso le coste adriatiche, ed in particolare verso Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, assorbiranno energia e diverranno sempre più imponenti riuscendo tavolta ad originare temporali nevosi in grado di imbiancare le coste e primi km dell’entroterra. L’unica differenza sostanziale fra il L.E.S e l’A.S.E è proprio la portata del gelo : negli Stati Uniti ogni ondata gelida presenta temperature rigidissime, mentre dalle nostre parti non solo le ondate gelide si presentano molto più di rado, ma anche le temperature sono più contenute e quindi non danno vit a contrasti fortissimi come invece avvengono sui Grandi Laghi.


Articolo di Raffaele Laricchia

SEGUI INMETEO SU FACEBOOK


Ultime notizie Leggi tutte


Meteo Protezione Civile: domani freddo intenso e nevicate fino a bassa quota, ecco dove

Meteo Puglia : irrompe l’aria artica, da domani gran freddo e neve a bassa quota!!

Molise : tre scosse di terremoto avvertite a nord di Isernia – insiste la sequenza sismica

News della sera: FREDDO almeno sino a mercoledì 20 dicembre, poi…
Stratosfera in marcia verso un evento di forte raffreddamento: quali conseguenze sulla circolazione?

COMMENTS


Servizi Meteo per Siti - Staff - Cookie-policy - Contatti