Vulcano Marsili: è attivo e potenzialmente esplosivo il grande edificio vulcanico del Sud Italia

E’ il più grande d’Europa, si estende sui fondali del mar Tirreno, tra Calabria e Sicilia, per una lunghezza di 70 chilometri e una larghezza di oltre 30. Il vulcano Marsili potrebbe avere un’eruzione sottomarina, naturalmente non si sa quando, ma ciò potrebbe succedere. E’ quanto emerge da una ricerca approfondita pubblicata sulla rivista Gondwana Research (gruppo di ricerca internazionale che comprende Istituto per l’ambiente marino costiero del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli e l’Ingv. Ricerca che ha visto una importante missione di esplorazione a bordo della nave oceanografica ‘Universitatis’, ha chiarito meglio la natura di questo vulcano sottomarino.

“L’ipotesi più accreditata dagli studiosi era quella che considerava cessata, all’incirca 100 mila anni fa, l’attività eruttiva del vulcano”, ha affermato Mattia Vallefuoco, dell’Iamc-Cnr. “Nel corso della missione, finalizzata ad acquisire nuovi dati sui prodotti emessi dal Marsili e sulla loro età, è stata prelevata a una profondità di 839 metri una colonna di sedimento che ha evidenziato due livelli di ceneri vulcaniche dello spessore di 15 e 60 centimetri, la cui composizione chimica risulta coerente con quella delle lave del vulcano”. Per risalire all’età degli strati di questa ‘carota’ di ceneri i ricercatori si sono serviti del carbonio 14. “Le due analisi eseguite sui gusci di organismi fossili contenuti nei sedimenti hanno fornito rispettivamente età di 3000 e 5000 anni”, afferma Guido Ventura, ricercatore Ingv.

Vulcano Marsili: è attivo e potenzialmente esplosivo il grande edificio vulcanico del Sud Italia

“Datazioni che testimoniano una natura almeno parzialmente esplosiva del Marsili in tempi storici. A questo punto sono necessarie nuove ricerche per implementare un sistema di monitoraggio che possa valutare l’effettiva pericolosità connessa a una possibile eruzione sottomarina. Non è da escludere che il Marsili venga inserito nella lista dei vulcani italiani attivi come Vesuvio, Campi Flegrei, Stromboli, Etna, Vulcano e Lipari”. Alla ricerca hanno collaborato anche l’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti, la Schlumberger Information Solutions di Madrid, la Leibniz University di Hannover e la società Eurobuilding Spa di Servigliano. 

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Articolo di Francesco Ladisa

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