Maltempo Vicenza: non solo il Bacchiglione, ma fa paura anche il Retrone. Ecco gli ultimi aggiornamenti.

Continua a piovere nel Veneto e nella zona del vicentino, martoriata ormai da giorni da precipitazioni intense e persistenti che stanno creando disagi e allagamenti diffusi. Secondo quanto riporta il sito dell’Ansa, nelle ultime ore, piu’ che il Bacchiglione, monitorato nella zona di Ponte degli Angeli, preoccupa il Retrone, corso d’acqua molto ingrossato nelle ultime ore, che è tracimato provocando diverse allagamenti nell’area di Sant’Agostino. Qui risultano esserci disagi gravi alla circolazione e molte arterie anche principali sono chiuse. Ricordiamo che il Retrone è un fiume che scorre nella provincia di Vicenza. La sua sorgente si trova a Sovizzo alla confluenza dei torrenti Valdiezza, Onte e Mezzarolo; prosegue attraversando Creazzo, poi il territorio di Altavilla Vicentina e dopo 12 km sbocca nel Bacchiglione, presso l’area dell’ex cotonificio Rossi.

Intanto, come detto, continua a piovere, con pause brevi. L’intensità non è eccezionale ma quanto basta per far restare in apprensione cittadini e autorità. Nelle prossime ore sono previste ancora precipitazioni, così come nella giornata di domani, quando l’intensità delle stesse potrebbe probabilmente tornare a crescere. Intanto, il comune ha emesso un comunicato che fa il punto della situazione, illustrando le criticità legate per l’appunto al fiume Retrone.

Maltempo Vicenza: non solo il Bacchiglione, ma fa paura anche il Retrone. Ecco gli ultimi aggiornamenti.

Maltempo Vicenza: non solo il Bacchiglione, ma fa paura anche il Retrone. Ecco gli ultimi aggiornamenti.

“Il fenomeno in atto in queste ore è diverso dal punto di vista idraulico rispetto a quelli precedenti. E’ il Retrone che ci preoccupa, per questo abbiamo diramato lo stato di allarme per la zona lungo il fiume, da Sant’Agostino ai Ferrovieri e in viale Fusinato”. Al termine di una mattinata di sopralluoghi, di contatti con la protezione civile della Regione Veneto e di analisi dei dati relativi alla perturbazione in atto, il sindaco di Vicenza Achille Variati ha fatto il punto al COC, il Centro operativo comunale, riunito nella sede di Aim. In queste ore il livello del Bacchiglione è sceso a circa 4 metri e 70 centimetri e non desta preoccupazioni.

Il Retrone, al contrario, in questo momento mantiene livelli particolarmente elevati, intorno ai 3 metri e 65 centimetri, stretto tra la morsa del Bacchiglione, che su livelli intorno ai 4 metri e 80 centimetri non lo fa scaricare, e del suo bacino particolarmente colpito dalla pioggia, soprattutto per quanto riguarda il torrente Orolo. Questa situazione ha già provocato lungo la destra arginale di viale Fusinato allagamenti di alcuni garage e scantinati di cittadini che sono stati preventivamente avvisati del rischio allagamenti: le pompe collocate in zona, infatti, non sono sufficienti ad allontanare l’acqua finché il livello del fiume rimane così elevato.Altra fonte di preoccupazione si registra, sempre sull’argine destro, in prossimità del ponte Maganza di viale Fusinato, dove è stato fatto un rinforzo con sacchi di sabbia da consorzio di bonifica, genio civile e protezione civile per chiudere i fori che, provocati da grandi roditori, nelle scorse ore si sono allargati a causa della pressione prolungata dell’acqua. (Ulteriori info qui)

Aggiornamenti dalle altre zone: nel Basso Vicentino, la situazione è critica per i comuni di Sossano, Agugliaro, Albettone, S.Germano dei Berici, Grancona, Villaga, Barbarano, Mossano, Nanto, Castegnero; a minacciare il territorio è soprattutto il fiume Liona, il cui fluire verso il mare, attraverso la confluenza con il fiume Bisatto, è impedito dalle avverse condizioni meteorologiche, che impediscono alle acque di sfociare in mare. I bacini di laminazione di S.Germano dei Berici e Campiglia sono ormai colmi d’acqua ed i campi fradici non assorbono più: il pericolo di esondazione è quindi molto alto e si temono anche imprevedibili rotture di argini.
Situazione altrettanto grave si registra nel Basso Veronese, interessando i comuni di Terrazzo, Minerbe, Legnago, Cologna Veneta, Pressana, Zimella, Bevilacqua e, nel padovano, Merlara: le 5 idrovore consortili, che “sollevano” 10 metri cubi d’acqua al secondo, tenendo asciutta l’area, sono state spente, su ordinanza della Regione Veneto, per l’impossibilità di continuare a sversare nel fiume Fratta, ormai al colmo. In queste condizioni, nel caso continuassero le piogge, sarà inevitabile l’allagamento del territorio. Peggiora costantemente anche la situazione del bacino di Montebello (a salvaguardia di territori vicentini e padovani), ormai vicino all’esaurimento della capienza idrica. Nelle scorse ore, sul comprensorio del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta sono caduti oltre 120 millimetri di pioggia.

 


Articolo di Francesco Ladisa

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