Trivellazioni al Vulcano Marsili ormai vicine: l’esperto dice “conseguenze potrebbero essere devastanti”

Con queste parole (Ansa) si annunciava anni fa la forte volontà di portare avanti un progetto importante, che oggi come al tempo fa discutere non poco: “Energia sfruttando il calore generato dal vulcano sottomarino Marsili, al largo della Sicilia: è l’idea del progetto guidato dall’azienda privata Eurobuilding e condotto in collaborazione con Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Centro di Ricerche e Studi Sperimentali per le Geotecnologie dell’Università di Chieti (Cers), Istituto di Scienze Marine (Ismar) del Cnr e Università Politecnica di Bari. Entro il 2013 inizieranno le prime indagini sulla fattibilità del progetto, il cui obiettivo è trasformare il calore generato dal vulcano in una grande centrale di produzione di energia.”

Trivellazioni al Vulcano Marsili ormai vicine: l’esperto dice “conseguenze potrebbero essere devastanti” Nella mappa le zone a maggior rischio secondo gli studi recenti in caso di tsunami.

Oggi, secondo la Ola, l’Organizzazione lucana ambientalista, l’iter del permesso di ricerca per fluidi geotermici denominato «Tirreno Meridionale 1» – della Eurobuilding spa procede senza particolari intoppi ed è facile prevedere un esito “positivo”. La società di Servigliano è in attesa al momento del “lascia passare” per quanto concerne l’autorizzazione della VIA (Valutazione di impatto ambientale), inevitabili per circostante come queste secondo le leggi ambientali in vigore. Le operazioni di perforazione – localizzate nel mar Tirreno Meridionale, a Nord delle Isole Eolie – dovrebbero raggiungere la profondità di 2,5 chilometri al fine di sfruttare le riserve di fluidi geotermici del vulcano sottomarino Marsili ancora attivo che si trova a circa 100 chilometri dalle Isole Eolie e prospiciente le coste tirreniche siciliane, calabresi e lucane. Il progetto da oltre 2 miliardi di euro di investimento – a seguito di alcune indagini effettuate negli anni 2005, 2009 e 2011 – è stato inserito all’interno di un campo marino più ampio che potrebbe prevedere la realizzazione, entro il 2015, di ben 4 piattaforme estrattive per una produzione totale di circa 1.000 MW di energia geotermica derivante dal flusso idrico di origine vulcanica.

E mentre ci si avvicina quindi alle trivellazioni nel Marsili, gli ambientalisti insorgono. E anche molta gente si dichiara contraria a questa iniziativa, dal momento che il Marsili è come ben saprete uno dei vulcani attivi sottomarini potenzialmente piu’ pericolosi d’Europa, se non dell’intero pianeta, e diversi esperti e studiosi hanno mostrato grande scetticismo o proprio paura nei riguardi di interventi antropici del genere sull’area dell’ enorme edificio vulcanico. La Ola afferma in particolare che nello studio preliminare ambientale della Eurobuilding si approfondisce il rischio di “sismicità indotta” che è uno dei fattori piu’ preoccupanti, ed il progetto viene considerato come una sorta di banco di prova per valutare l’impatto ambientale provocato dallo sfruttamento del campo geotermico del Marsili. “In sostanza una vera e propria sperimentazione che metterebbe a rischio l’intero ecosistema del mar Tirreno e di quattro regioni costiere (Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia)”. Del rischio di sismicità indotta connesso alle perforazioni se n’è occupato anche il professor Benedetto De Vivo, dell’Università Federico II di Napoli, secondo il quale, riporta l’Ola, “le conseguenze sarebbero devastanti, senza escludere il pericolo tsunami”. 

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Articolo di Francesco Ladisa


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