Virus mortale Ebola: il panico in rete, si parla di casi in Italia. Ecco cosa c’è di vero e tutto ciò che si deve sapere.

Se le televisioni non danno molto peso alla vicenda, ci sta pensando la rete. Su internet si diffondono negli ultimi giorni e soprattutto nelle ultime ore notizie, piu’ o meno, attendibili sul virus dell’ Ebola, certamente una delle epidemie piu’ serie degli ultimi anni per il continente africano: il bilancio attuale parla infatti di circa 120 vittime e 200 contagiati in totale. Principalmente in Guinea, dove la malattia si è diffusa maggiormente, e nei paesi limitrofi, nelle aree occidentali dell’Africa.

Tornando all’Italia, sta aumentando la paura che il virus possa contagiare qualcuno in Italia e da li partire un’epidemia di un morbo per cui a tutti gli effetti non esiste vaccino. Paura ampliata per via dei numerosi sbarchi degli ultimi giorni, con tanti africani diretti verso la nostra penisola (solo fra Sabato e Domenica centinaia). In particolare è circolata la notizia, anche’essa assolutamente inattendibile, di un primo caso contratto in Italia, e di decine di profughi africani bloccati a Lampedusa con febbre e sintomi caratteristici dell’Ebola. La smentita è arrivata dalla Sicilia: l’Asp di Agrigento, insieme alla Marina Militare, ha precisato che tutti gli immigrati vengono controllati accuratamente a bordo dei pattugliatori e non vi sono al momento casi di ebola. Inoltre molti di questi sono partiti prima che la malattia si fosse ampiamente diffusa divenendo una vera e propria epidemia (comunque pur sempre con centinaia di casi e non piu’). La situazione è quindi sotto controllo. La bufala, la cui notizia ha avuto più di 20mila like solo su facebook, è stata rimossa (forse troppo tardi) in seguito a “sollecitazione da parte della sicurezza nazionale.” Ora sul sito in questione si specifica che “nell’isola di Lampedusa non è presente nessun contagio” e che “le forze dell’ordine e il ministero stanno vigilando 24 ore su 24.”

Intanto, cresce l’allarmismo. Non aiutano di certo i vari siti che “gridano al complotto”, che hanno  trasformato la nota del Ministero della Salute diffusa giorni fa in un comunicato segreto, un documento che il Governo non vuole farci vedere ma che è stato scoperto e diffuso in rete. E aggiungiamoci anche le tantissime esternazioni razziste e i pensieri negativi contro gli stranieri, da parte di coloro che vedono questi ultimi , provenendo dall’Africa, come una massa di portatori della terribile malattia. Così non è, e tutto questo allarmismo è da condannare.

>> IL COMUNICATO DEL MINISTERO DELLA SALUTE ITALIANA SUI RISCHI 

APPROFONDIMENTO

L’ebola è un virus appartenente alla famiglia Filoviridae estremamente aggressivo per l’uomo, che causa una febbre emorragica. Il primo ceppo di tale virus fu scoperto nel 1976, nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire). Finora sono stati isolati quattro ceppi del virus, di cui tre letali per l’uomo. Fin dalla sua scoperta, il virus ebola è stato responsabile di un elevato numero di morti.[1] Verosimilmente il virus viene trasmesso all’uomo tramite contagio animale. Il virus si diffonde tra coloro che sono entrati in contatto con il sangue e i fluidi corporei di soggetti infetti. Considerati l’alto tasso di letalità, la rapidità del decesso, la localizzazione geografica delle infezioni (frequentemente in regioni isolate), il potenziale epidemiologico tuttavia è considerato di basso livello.

Professor Palù (Direttore del Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova), dobbiamo preoccuparci seriamente?

È importante che non si diffonda il panico. Si sta controllando la situazione e va ricordato che questo virus non si trasmette per aerosol, ma solo per contatto diretto con mucose infette, tramite ferite, sangue o per trapianti. Insomma, non siamo in una situazione come quella del film Outbreak con Dustin Hoffman.

Quali precauzioni prendere, dunque?

Sicuramente le indicazioni del ministero della Salute, a partire dalla massima attenzione alle norme igieniche, come lavarsi le mani. Occorre naturalmente evitare il contatto con sospetti o chiunque abbia soggiornato in zone a rischio, perché potrebbe essere potenzialmente portatore del virus. E poi occorre fare attenzione ad alcuni sintomi: i primi a comparire, nel caso dell’ebola, sono comuni ad altre febbri, ma se compaiono emorragie è bene recarsi subito dal medico.

Ricordiamo quali sono i sintomi dell’Ebola?

All’inizio nausea, mal di testa, poi vomito e febbre emorragica. Ma mentre la malaria e il tifo possono dare sintomi analoghi, le emorragie devono essere considerate campanelli d’allarme.

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Articolo di Francesco Ladisa


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