Guerra alle cicche delle sigarette, multe fino a 1000 euro. Bisogna cambiare mentalità

Quante volte avete gettato una cicca di sigaretta a terra senza quasi far caso alle sue conseguenze? Sicuramente tantissime volte, alimentando “l’inquinamento da mozzicone” che può risultare davvero letale per la natura e l’ambiente.
I numeri sono impietosi : un mozzicone gettato a terra o, peggio, in una spiaggia o in un giardino, contiene circa 4mila sostanze tossiche e ha un tempo complessivo di degradazione attorno ai 10 anni. Solo per fare un esempio, secondo uno studio dell’Enea, le cicche gettate per terra in Italia, mezzo milione al giorno solo a Roma, producono qualcosa come 1.500 tonnellate di catrame. Un’enormità. Al danno ambientale si somma poi il costo per la rimozione e lo smaltimento del mozzicone: a Montecitorio, davanti all’ingresso della Camera dei deputati dove non esistono portacenere, i lavoratori dell’Ama passano ore di lavoro, altro spreco, a tirare fuori le cicche dei fumatori, politici e giornalisti innanzitutto, che si sono infilate nelle fessure dei sampietrini.
Una situazione vergognosa dettata soprattutto dalla poca cultura che aleggia nel nostro Paese, a differenza di altre realtà come nel nord Europa, dove se si getta a terra una cicca di sigaretta si passano i guai.
Molte amministrazioni comunali hanno provato a battere la pista della “linea dura”, con multe salate che colpiscono il gesto insensato di gettare un mozzicone su un marciapiede: 500 euro di contravvenzione a Trento, 150 euro a Firenze e perfino 1.000 euro a Pollica. Ma la repressione non ha portato a risultati particolari, anche perché non si può chiedere ai vigili di stare con il blocchetto delle multe in mano per colpire una banale inciviltà. Hanno funzionato meglio alcune campagne, come quella del comune di Modena, intitolata “Se ami la tua città usa il portacenere”, con la quale sono stati distribuiti gratuitamente, con tanto di sponsor, alcuni piccoli contenitori per raccogliere le cicche. E si vedono i risultati, come nel caso del territorio della città di Verona, laddove l’amministrazione comunale ha deciso di completare l’arredo urbano, senza esagerare, con portacenere di design.

Ma la vera spinta al cambiamento, quella che ci può portare fuori dal tunnel, arriva come al solito dall’Italia fai-da-te. Dalla mobilitazione spontanea dei cittadini. Così su Internet, per esempio, compare il sito www.bastamozziconiaterra.it che raccoglie una vera comunità impegnata in questa battaglia. Attraverso diversi strumenti: campagne nelle scuole, negli uffici pubblici, nei luoghi attorno ai grandi centri commerciali, nelle spiagge e nei parchi. E sono spuntati nuovi contenitori ad hoc per questo tipo di rifiuto che, al momento, è considerato “indifferenziato”, nonostante alcune proposte di legge con le quali dovrebbe essere classificato come uno specifico tipo di spazzatura, tipo la plastica per capirci. All’ingresso dell’ospedale di Legnano, in provincia di Milano, è stato appena piazzato uno di questi contenitori, dove il mozzicone può finire anche ancora acceso. Risultato: le cicche a terra attorno ai padiglioni sono diminuite, in soli 15 giorni, di un terzo.


Articolo di Raffaele Laricchia

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